Smartphone e tablet si useranno in classe

Fare definitivamente chiarezza su un tema su cui le scuole sono state lasciate troppo tempo in sospeso. Così la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha parlato a Bologna alla Festa del Piano nazionale scuola digitale. Il decalogo sarà inviato alle istituzioni scolastiche, insieme al documento completo realizzato dagli esperti, “dopo una fase di ulteriore confronto, allargando la discussione con chi poi deve realizzare il cambiamento”, ha chiarito Fedeli. “Non è compito del Ministero o della scuola decidere se i device sono bene o male, ma lo è insegnare ad usarli nel modo più utile e corretto. Per permettere a ogni ragazza e ogni ragazzo di avere esperienze sicure, libere e consapevoli, contrastando in modo positivo e attivo, non con divieti ma proprio con l’educazione, ogni tipo di dipendenza, anche dagli strumenti tecnologici. Voglio ribadire in ogni caso, che resta proibito, come stabilito dalla circolare del 2007 dell’allora Ministro Fioroni, l’uso personale di ogni tipo di dispositivo in classe, durante le lezioni, se non condiviso con i docenti a fini didattici”.

Al “punto 1” si legge: “Ogni novità comporta cambiamenti”. Già dal primo articolo è chiaro come il Miur punti verso un discorso di apertura più che di chiusura nell’uso delle nuove tecnologie mobili in classe. Concetto che risulta rafforzato nel “punto 2”: “I cambiamenti non vanno rifiutati, ma compresi e utilizzati per il raggiungimento dei propri scopi”. Al “punto 3”, il Ministero sottolinea come la scuola promuova “le condizioni strutturali per l’uso delle tecnologie digitali” e sempre la scuola (punto 4) “accoglie e promuove lo sviluppo del digitale nella didattica”. “I dispositivi devono essere un mezzo, non un fine”, c’è scritto al “punto 5” del decalogo. Mentre “L’uso dei dispositivi promuove l’autonomia delle studentesse e degli studenti” (punto 6). Questo perché è in atto una graduale transizione verso situazioni di apprendimento che valorizzano lo spirito d’iniziativa e la responsabilità di studentesse e gli studenti. I tutto questo percorso, ai docenti è stato riconosciuto un ruolo indispensabile di controllo e di decisione in merito all’uso dei device in classe come si legge nel “punto 7”: “Il digitale nella didattica è una scelta: sta ai docenti introdurla e condurla in classe”. E c’è anche la consapevolezza che “Il digitale trasforma gli ambienti di apprendimento” (punto 8), anche se le nuove tecnologie  devono essere funzionali a “rafforzare la comunità scolastica e l’alleanza educativa con le famiglie” (punto 9). Infine, tutta la scuola deve prendersi sulla spalle una grande responsabilità e un grande dovere: “Educare alla cittadinanza digitale” (punto 10). Perché “formare i futuri cittadini della società della conoscenza significa educare alla partecipazione responsabile, all’uso critico delle tecnologie, alla consapevolezza e alla costruzione delle proprie competenze in un mondo sempre più connesso”.

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