Rendere il Sud più attrattivo per scoprire nuovi talenti

ROMA – C’è un esodo di mezzo milioni di giovani che negli ultimi anni sono scappati dal sud Italia, ma per invertire la tendenza “noi dobbiamo cambiare modo di pensare: non dobbiamo fermare, dobbiamo dare la libertà di andare ma anche di tornare e soprattutto la capacità di attrarre i giovani talenti”. Così Giuseppe Provenzano, vicedirettore Svimez, risponde all’agenzia Dire a margine degli Stati Generali del Forum Nazionale dei Giovani, ieri a Roma. Rendere il sud più attrattivo per i giovani, spiega Provenzano, “lo possiamo fare, alcuni strumenti sono messi in campo. Ultimamente è arrivato questo strumento, ‘Resto al Sud’, che può essere molto utile per favorire l’imprenditorialità giovanile”.

Secondo il vice direttore di Svimez, quello che serve è “una politica generale e un contesto che sia favorevole all’innovazione e quindi ai giovani e per farlo servono istituzioni che siano anch’esse più giovani: noi abbiamo una pubblica amministrazione che è molto vecchia e scarsamente qualificata, e questo è un problema per il mezzogiorno”.

“Serve- conclude Provenzano- la ricerca applicata in modo da trasferire alle imprese l’innovazione, quelle competenze e quei saperi di cui i giovani sono depositari e che sono fondamentali per lo sviluppo”.

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