Media e integrazione: quando la religione non c'entra

Trauma toracico e prognosi di venti giorni. Sono le conseguenze riportate da una dodicenne aggredita ieri a Terni, all’uscita della scuola media, da un coetaneo senegalese. Movente: la ragazzina portava al collo il crocifisso, condizione forse intollerabile per questo ragazzo musulmano. Ma è davvero questa la ragione? I responsabili della scuola non ne sono affatto convinti. La Preside ha precisato che la religione non c’entra e che i due ragazzi avevano già avuto motivi di attrito. Tutto inutile. La macchina dell’informazione si è messa in moto pigiando l’acceleratore su ciò che provoca maggiore impatto emotivo: lo straniero intollerante colpisce una bambina italiana perché già ottenebrato dal fanatismo religioso. Qualche politico interessato non ha perso tempo a strumentalizzare la vicenda: “Rispediamoli a casa!”, ha tuonato. Sia come sia l’episodio è grave di per sé; anche perché riapre la piaga della difficile integrazione degli stranieri nel nostro Paese. Un Paese che vive nella preoccupazione costante dell’ondata migratoria proveniente dalla riva sud del Mediterraneo, che teme di perdere alcuni valori fondamentali della propria identità, che giudica la globalizzazione un serio problema più che un’opportunità, diventa naturalmente incline ad amplificare il proprio disagio. E a scatenare tempeste in un bicchier d’acqua.

Commenti

  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    Grazie Direttore per questa importante riflessione. Io credo che noi dobbiamo assolutamente cercare il "dialogo tra i popoli" , il "dialogo interreligioso", "il dialogo tra le libertà di professione della fede", il "dialogo" nella sua forma più sublime. So anche però che dobbiamo difenderci da chi "strumentalizza" ..... Antonio

    19 May 2015 10:54
  • Foto di Campania Felix

    Campania Felix dice:

    La povertà culturale e l'ignoranza generano paura e la paura genera mostri!

    19 May 2015 15:53
  • Foto di Marco

    Marco dice:

    La stampa e i media dovrebbero essere più responsabili e non cavalcare le notizie per vendere più copie, fare più click o accrescere l'audience.

    19 May 2015 15:55
  • Foto di NewLab

    NewLab dice:

    Questo episodio è simile a quello di un'alunna di colore apostrofata come "negra di ....." perché aveva ottenuto il voto più alto della classe. Il razzismo, la violenza e ogni male che ci affligge è frutto solo di una grande ignoranza diffusa! Leggete di più!

    19 May 2015 15:59
  • Foto di NewLab

    NewLab dice:

    Una volta si diceva che i titoli dei giornali e telegiornali erano "sparati" per definire una evidente forzatura. Con internet e il digitale terrestre, la situazione è notevolmente peggiorata. I media puntano più alla diffusione della notizia che alla qualità dell'informazione. Non tutti, chiaramente, ma quasi tutti.

    19 May 2015 16:05

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