L'editoriale del direttore Elio Pariota:"Solidarietà flessibile: è l'ora della realpolitik"

La solidarietà flessibile – eufemismo che vorrebbe coprire il gigantesco fallimento europeo sulle politiche per l’immigrazione – si è fatta strada prepotentemente nell’ultimo vertice di Salisburgo. Altro che redistribuzione equa dei migranti che arrivano sulle coste dei paesi periferici; qui la spinosa questione è stata affrontata in soldoni: chi non vuole accogliere paghi un contributo e tutti vivremo felici e contenti. Finanche i vertici della Commissione Ue hanno alzato bandiera bianca; e pure la Merkel – inizialmente contraria – pare abbia fatto spallucce. Cosa ci sia di solidale in questa soluzione non è dato sapere. Il migrante è considerato merce e come tale può essere rispedita al mittente versando una quota nelle casse di Bruxelles a titolo di ristoro per mancato adempimento. Realpolitik allo stato puro? Certamente, ma almeno serve a spazzar via l’ipocrisia. In questa Europa allo sbando non possiamo meravigliarci che la montagna abbia partorito l’ennesimo topolino.

Commenti

  • Foto di Mario Palmiero

    Mario Palmiero dice:

    Era chiaro da tempo che a questo si sarebbe arrivati; ora c'è solo da capire questi soldi a chi andranno. Voglio sperare ai Paesi che si fanno carico di questi immigrati, Italia prima fra tutti, ma comunque sia è vero, almeno è caduto il velo dell'ipocrisia.

    22 Sep 2018 11:56
  • Foto di Bruno Bellò

    Bruno Bellò dice:

    L'Europa è ad un bivio, da una parte può andare con i nazionalismi imperanti incontro a un periodo buio con risolti tuttora difficilmente prevedibili; dall'altra, poter pensare di costruire un europa orientata al futuro con la spinta delle enormi trasformazioni sociali ed economiche date dall'intelligenza artificiale, dalla robotica, opportunità epocali che si possono cogliere. La globalizzazione e la trasformazione digitale della società stanno producendo cambiamenti vasti e repentini, incredibili concentrazioni di poteri e enormi disuguaglianze, distruzioni di molti lavori ad un tasso molto più rapido della creazione di nuovi, nuove povertà, grandi movimenti di popoli a livello globale. Siamo in anni di svolta dell'umanità. Oggi alcuni sogni e visione di un mondo migliore in cui l'uomo può creare un nuovo "umanesimo" sono a portata di mano in molte regioni del mondo e certamente anche in europa. Ripensare ad una nuova remunerazione del minore lavoro che resta da fare agli umani, l'abolizione delle frontiere non solo per le merci e il denaro ma anche per le persone, Sfide, queste, che richiedono un pensiero aperto, moderno, insieme scientifico e immerso nei valori umani. Bisognerebbe saper cogliere questa opportunità con una nuova stagione politica che sappia ridefinire un nuovo scenario annusando con anticipo il nuovo vento riuscendo a creare una vera discontinuità dettata dagli eventi e dalla storia

    22 Sep 2018 17:11

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