L'editoriale del Direttore Elio Pariota: "Viaggiare, che passione!"

Mi considero un viaggiatore incallito. Ho avuto la fortuna di girare un po’ il mondo sin da ragazzo e continuo a farlo per ragioni di lavoro. Mi muove una passione irrefrenabile. Mai rinuncerei al piacere della partenza, al rito della preparazione del bagaglio, alla ipocrita sofferenza nel dover sopportare l’ennesimo tour. Viaggiare è libertà, scoperta, cultura, divertimento, allargamento continuo di orizzonti… Un benessere psico-fisico che niente e nessuno potrà mai sopire. Per questo leggo con un certo imbarazzo – e con un’innegabile dose di apprensione – le mappe delle zone ad alto rischio terrorismo. Si tratta di mete bellissime: Egitto, Maldive, Marrakech, Turchia, e potrei continuare. Se ad esse aggiungiamo quelle dove le condizioni socio-politiche sono traballanti (Venezuela, Brasile, solo per fare qualche esempio), il perimetro comincia tristemente a restringersi. Certo il Pianeta è grande, i siti di straordinaria bellezza sono ovunque, la nostra tanto vituperata Italia resta in ogni caso una delle mete più ambite a livello mondiale; tutto vero. Così come è giusto che la Farnesina mantenga alto il livello di guardia e indichi a chicchessia le aree da evitare. Ma io – inguaribile fatalista ed eterno incosciente – fingo di non accorgermene e vado dritto a puntare la prossima meta. Facendo appello alla bontà infinita di qualche Santo Protettore.

Commenti

  • Foto di piscopo carmine

    piscopo carmine dice:

    Caro Direttore, l'unico santo protettore è il Signore della storia che vigila sulle nostre nefandezze endomondane e guida le sorti di tutti e di ciascuno anche per l'esilarante ed insopprimibile tensione nostra verso il nuovo e l'enesplorato in questo minuscolo granello dell'immenso universo, con la speranza che siano evitati deprecabili"incidenti del futuro"

    08 Nov 2015 11:32
  • Foto di Piera P.

    Piera P. dice:

    Eppure la stessa vita è un viaggio pericoloso. Il viaggio è incoscienza! l'incoscienza peró fa sentire vivi. E rinunciare significherebbe comunque un pó morire. Inibirsi per quella giusta dose di razionalità, di logica che ci fa, in maniera analitica, considerare l'esistenza di un gap tra lo scenario socio-economico e politico di questo"mondo" e la tranquillità appagante della sua bellezza storico-territoriale e/o del suo folklore?!! Quindi Direttore porsi un dubbio sul viaggiare è come chiedersi se vivere in bianco e nero o a colori. Condivido a pieno la sua "incoscienza" e credo giusto rischiare girovagando, continuando ad emozionarsi ...forte. È cibo per mente e cuore. Per il Santo Protettore? Beh! È attratto da una vita affascinante. ... e sempre Buon viaggio sia a chi può farlo fisico sia a chi solo virtuale!

    08 Nov 2015 16:20

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