L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Sei mesi di normalità"

Duecentoventiquattromila persone in fila per circa seimila posti di lavoro. In pratica uno ogni trentasette ha la possibilità di farcela. A fare cosa? A lavorare sei mesi di fila all’Expo di Milano. Retribuzione intorno ai duemila euro mensili. Un lavoro vero, continuativo per 180 giorni; una rara opportunità per ridare speranza e normalità a tanti giovani e a tante famiglie flagellate dalla crisi. Elettricisti, camerieri, hostess di sala, autisti, baristi e via dicendo, tutti accomunati appassionatamente in un tourbillon di prove volte ad “accertare” l’idoneità alle mansioni richieste. Basta padroneggiare un paio di lingue straniere, dimostrare di essere deduttivi e intuitivi, avere doti di leadership, sciorinare capacità multitasking e fluidità di argomentazione. Facile? Certo che no. Ma conforta il fatto che in quest’Italia dove il lavoro è diventato un’autentica chimera migliaia di giovani non abbiano perso la speranza e l’entusiasmo di provare a mettersi in gioco. Anche solo per 180 giorni. Poi si vedrà. Intanto c’è impegno e abnegazione nel raggiungere l’obiettivo. Esorcizzando così la sin troppo abusata scorciatoia di vedere nell’estero l’unica soluzione per il proprio futuro. E’ un buon segnale per le nuove generazioni. E’ una fiammella di speranza per il nostro Paese.

Commenti

  • Foto di gianluca

    gianluca dice:

    spero vivamente che questa sia una buona oppurtunita per tanti giovani in balia delle onde e disillusi sul futuro.e' importante si il lavoro a tempo con la correlata retribuzione, ma ancora piu' vincente e' la possibilita di conoscere e farsi apprezzare da le tante persone che parteciperanno all'evento e poi chissa:potra aprirsi una nuova opportunita per il futuro!

    26 Jan 2015 08:13

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