L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Ricatti e buon senso"

La si giri come si vuole ma sulla Grecia l’Europa si gioca molto della propria credibilità etica e progettuale. Qui non si tratta soltanto di rassicurare gli investitori e i grandi capitali. Qui si tratta di convincere la pubblica opinione che la grande casa europea non è un comitato d’affari, bensì un luogo dove si discute per creare migliori condizioni di vita in tutto il Vecchio Continente. Tutto, non in una sola parte di esso. I greci non vogliono più negoziare da una condizione di oggettiva debolezza, forti di un sentiment antieuropeo che da venticello può diventare tempesta. E che poggia le basi su verità storiche. Non si possono trattare Paesi di cultura millenaria come un manipolo di inaffidabili straccioni; non si può pensare di lasciare morire la gente negando finanche medicine e ogni forma di copertura sanitaria. Occorre un recupero di civiltà. Che non significa sottostare a ricatti, ma ridare forma “umana” ad un progetto dal quale molti cittadini europei – anche tedeschi – rischiano di allontanarsi. Proprio la Germania sperimentò sulla propria pelle il peso ignobile di insostenibili sanzioni economiche, alla fine della prima guerra mondiale, che affamarono la sua gente e che portarono alla tragica esperienza nazista. Dalla Germania, dal Paese più forte della Ue, il popolo europeo si attende buon senso, una prova di grandezza programmatica che rinvigorisca l’incompiuto disegno di un’Europa finalmente unita.

Commenti

  • Foto di Domenico Barbuto

    Domenico Barbuto dice:

    Ciò che manca, come ben evidenziato nel commento del Direttore, è il senso di comunità, di appartenenza. Senza questo il vento antieuropeo spirerà sempre più forte. Non di sola austerità può essere fatta l'Europa, ma di vera unità e condivisione

    03 Feb 2015 17:24
  • Foto di Angelo

    Angelo dice:

    Caro Direttore ( sono Angelo Del Gesso dell'ECP Cesmo del Molise) hai pienamente ragione, sopratutto quando dici che i Greci non negozieranno più da una condizione di oggettiva debolezza,condividendo vento e tempesta contro l'Europa. Infatti la vittoria di Tsipras e il nuovo governo che intende rinegoziare il debito pubblico pongono l'Europa e, automaticamente, l'euro di fronte ad uno spartiacque tra due grandi fasi dell’integrazione del continente. Una fatta di grandi progetti istituzionali che hanno portato ad una aggregazione di entità ben distinte, anche se molto vicine, ma senza alcun vincolo di cooperazione e solidarietà. L'altra fase che potrebbe vedere un improvviso regresso ad una (vecchia)Europa delle nazioni che porterà ad una riduzione del processo di integrazione che ci ha portato dopo 60 anni fino ad oggi. Questi i motivi che porteranno i mercati ad una scossa ( utilizzo termini inerenti la mia professione) di magnitudo 7, rendendo insostenibile il debito pubblico greco portando così i tassi d’interesse a livelli impossibili. In queste prossime settimane si vedrà se l'Europa resisterà alla pressione dei mercati oppure ritornerà indietro di decenni.

    01 Feb 2015 13:02
  • Foto di Daniela Caruso

    Daniela Caruso dice:

    Caro Direttore, Tsipras ha fatto appena recapitare a Schultz, redatto da un gruppo di economisti ed avvocati, un memoriale enorme relativo a tutti i danni che la Germania avrebbe fatto alla Grecia frodandola e mettendola nella posizione in cui purtroppo si è trovata... Ha perfino ventilato di denunciare la Merkel alla Corte dell' Aja per crimini contro l'umanità. Forse spira un vento nuovo che spero l' Europa sappia cogliere a prescindere dai colori politici, perchè potrebbe essere un momento di etica ritrovata, di valori riscritti, di Diritti ri-considerati ma anche una richiesta forte e chiara di doveri sociali che tutti, costantemente, dimentichiamo di avere. Non sono un'economista, non posso nemmeno lontanamente azzardare una previsione su ciò che accadrà , ma sento di dire che questo paese e quest'uomo rappresentano il sogno (? ) di un'etica pubblica ritrovata.

    01 Feb 2015 15:37
  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    Gentile Direttore, condivido pienamente la tua analisi sulla questione Grecia, Tzipras e Europa. La Grecia "Ellenica" è una terra stra-ricca di storia, direi la "storia dell'Umanita''" , la "culla dell'humanitas" e non un semplice "agro" turistico dove forse trascorrere le vacanze low cost. Intanto la storia del Mediterraneo passa da Atene. Syriza non è semplicemente una piattaforma programmatica di ispirazione "salviniana" o "vendoliana". Vi sembrerà strano ma credo neanche di matrice "civatiana". La vedo molto "renziana" se poi l'accordo per la maggioranza di governo è fatta con la destra anti-austerity-. Se devo dirla tutta, perché non invitiamo in Ateneo Tzipras per una lezione su quale modello europeo ha in mente? In questo modo vedremo anche le reazioni delle cancellerie europee. Un modo anche per ridare la giusta centralità all'Università italiana, dove per "universitas" intendiamo l'universalismo delle culture europee. Università luoghi di diplomazia internazionale.

    02 Feb 2015 09:59
  • Foto di daniela

    daniela dice:

    che bella ideaaaaaaaa si Direttore, invitiamolo !

    02 Feb 2015 11:51
  • Foto di Marcello Giacomantonio

    Marcello Giacomantonio dice:

    Caro Direttore, naturalmente sono completamente d'accordo con il tuo editoriale e con la gran parte delle opinioni espresse nei commenti. Non si può per sare ad una "unione" europea, avviare politiche di inclusione persino nei programmi di finanziamento, e poi tendere ad escludere pesantemente sulla base di mere politiche finaziarie. Sicuramente, quale sarà l'epilogo della questione greca, l'Europa dovrà fare un ulteriore e importante passo verso l'unità politica, se non vorrà contare sempre meno, fino ad arrivare alla diaspora. Tuttavia penso che il nostro impeto inclusivo debba essere temperato da alcune considerazioni, proprio per trovare soluzioni realistiche e non demagogiche. La Grecia si trova in una condizione grave, assai peggiore della nostra, perchè in passato i suoi governanti (e non altri) hanno attuato una politica scellerata. La riduzione dell'enorme debito è già avvenuta per quanto riguarda i creditori privati, banche e simili. Quello che rimane in gioco è l'ancora enorme credito garantito da soggetti pubblici, cioè i cittadini degli stati europei che si sono impegnati come garanti. L'Italia è impegnata per circa 40 miliardi di euro di prestito del piano di risanamento (e quindi fin qui si è già fatta in parte carico del problema). Questo vuol dire (se non sbaglio) che se dovessimo annullare il debito ogni famiglia italiana si dovrebbe fare carico di circa 1.600 € e più. E che comunque pur non annullando il credito/debito si dovrà fare carico degli interessi che questi continueranno generare in un periodo lungo, molto lungo. Anche questo è un fattore che bisogna tenere in considerazione quando si parla di sostenibilità.

    05 Feb 2015 12:13
  • Foto di Gertrude

    Gertrude dice:

    No coiatpmnls on this end, simply a good piece.

    10 Jan 2017 12:03
  • Foto di kredit alle für einen

    kredit alle für einen dice:

    Thank you Deborah. I quite enjoyed putting this carnival together because it meant I had to set aside time to read all the posts. And it reminded me that I do need to blog more often.

    11 Feb 2017 15:56

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