L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: REALTA' VIRTUALE PER IL TERZO SETTORE 

Immergersi in 3D nel pieno delle tragedie del Pianeta: dai campi profughi (65 milioni di sfollati nel mondo nel 2015) all’assedio di Mosul, passando per le endemiche emergenze umanitarie del continente africano. Con la forza dirompente di un caterpillar la realtà virtuale ci proietta nelle situazioni più cruente, suscitando un violento impatto emotivo. Il terzo settore si organizza. Amnesty International, Save the Children, Oxfam, Unicef si stanno dotando delle più sofisticate apparecchiature per amplificare suoni e voci a corredo di immagini forti.  E così droni, video camere ad alta definizione e altre diavolerie del genere finiranno per tenerci incollati sul nostro divano, ad un tempo spettatori e protagonisti di tragici reality. Ben venga la realtà virtuale se riuscirà a sensibilizzare le nostre coscienze forse troppo “imborghesite” da svariati lustri di vita relativamente comoda. E ben faccia il mondo no-profit a farne un uso appropriato. Purché si tratti unicamente di questo, non di altro.  

Commenti

  • Foto di emilio

    emilio dice:

    La tecnologia è ormai entrata in modo preponderante nelle nostre vite e conconcordo sul fatto che un uso appropriato della stessa sia perlomeno auspicabile. Condivido il suo uso come uleriore mezzo di supporto se lo scopo è quello di testimoniare con maggior efficacia la realtà dei fatti

    30 Oct 2016 17:48
  • Foto di Medico volontario

    Medico volontario dice:

    da medico volontario in più di una missione all'estero, dico che queste tecnologie possono servire a mostrare all'opinione pubblica l'inferno di questi luoghi. Ma facciamo attenzione a non superare quel confine che normalmente deve essere presidiato dal Buon Senso!

    02 Nov 2016 11:58
  • Foto di Dario

    Dario dice:

    Il rischio di trasformare in spettacolo anche la sofferenza di queste persone è dietro l'angolo. Ma se guardiamo agli spot che le associazioni umanitarie regolarmente fanno trasmettere su tutte le tv nazionali (fra poco, sotto Natale, ne saremo nuovamente inondati), ci renderemo conto che non c'è nulla di nuovo rispetto al passato. Sono solo le tecnologie a cambiare.

    02 Nov 2016 12:01

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