L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Quella fiducia da recuperare"

Ripresa sì, ripresa no: c’è o non c’è la tanto sospirata uscita dal tunnel della crisi? I dati sono tutti da verificare, ma almeno comincia a delinearsi qualcosa di positivo. Leggevo ieri che staremmo riscoprendo l’abitudine di fare colazione al bar, di mettere nel carrello della spesa alcuni prodotti non di prima necessità, di prenotare qualche albergo per il weekend e – udite, udite – di pensare a sostituire l’auto. Insomma pare che noi italiani saremmo disposti a osare di più. Diciamolo subito: ci piace credere che sia così. Un po’ perché siamo stufi di notizie negative sul futuro nostro e dei nostri figli; un po’ perché confidiamo nell’italica capacità di cambiare rotta nei momenti in cui il baratro appare vicino. Se a ciò aggiungiamo i 60 miliardi di euro che ogni mese la Banca Centrale Europea utilizzerà per rifinanziare il sistema economico, si rafforza l’idea che stavolta potrebbe essere quella giusta. Troppo ottimisti? Può darsi. Ma da qualche parte mi pare di aver letto che uno dei capisaldi del buon funzionamento dell’economia è la fiducia. Se manca quella è finita. Prima la recuperiamo, meglio sarà per tutti.

Commenti

  • Foto di Luca

    Luca dice:

    La ripresa c'è e si vede

    07 Mar 2015 13:04
  • Foto di Marcello Giacomantonio

    Marcello Giacomantonio dice:

    Caro Direttore, sarà perchè ormai nell'aria si sente odore di primavera, nonostante i colpi di coda; sarà perchè la stiamo aspettando con grande forza, si incomincia a diffondere l'idea che una qualche ripresa sia nel vento che ha spirato (lui si) forte in questi giorni. Tuttavia guardandoci bene intorno e accettando che non avvengano fatti straordinari a cambiare il corso dell'economia, quest'anno potremo avere si una crescita dell'1% rispetto allo corso anno, ma questo ci permetterà solo di invertire la tendenza avendone valori positivi ancora inferiori alla media dell'eurozona. E tuttavia il Paese si sta rimettendo in marcia, sta raddrizzando le spalle nonostante i mille mali italici, e anche se quello che si respira è solo il profumo della ripresa, come in una delle storielle di Giufà, si sa, il profumo, almeno quello, è gratis!

    08 Mar 2015 09:51
  • Foto di Fulvio Landi

    Fulvio Landi dice:

    Caro Direttore, oggi Draghi mette sul mercato italiano 60 miliardi di euri, ripeterà l'operazione mensilmente sino a meta 2016; nel frattempo il dollaro ha conquistato alla valuta europea quasi 20 punti. Queste sono condizioni che per un paese come il nostro, l'80% della nostra produzione nasce dalle piccole e medie imprese, possono considerarsi più che favorevoli. Le certezze le avremo quando il nostro sistema bancario, uniformandosi alle indicazioni della BCE, riaprirà i finanziamenti per il mercato delle infrastrutture, per quello immobiliare e per le PMI. Attendiamo con fiducia e speranza, potrebbe essere questa una delle ultime occasioni.

    09 Mar 2015 15:51
  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    L'ottimismo deve essere il Manifesto Programmatico delle Istituzioni Europee e Italiane. La speranza è l'ultima a morire, ma noi cittadini italiani ed europei dobbiamo fare il nostro: "ambasciatori di ottimismo". Il gufismo se lo possono permettere solo chi non vuole il "cambiamento". E' questo, oggi, il "nostro coraggio di cambiare". Antonio

    12 Mar 2015 11:05

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata. I campi obbligatori sono contrassegnati dal simbolo *