L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Quel piombo nell’ala di Erasmus"

Sono convinto che il programma universitario di mobilità studentesca rispondente al nome di Erasmus (European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) sia tra le cose meglio riuscite di questo Vecchio Continente sempre più impaurito, diviso e smarrito. Me lo rivelano gli occhi dei giovani universitari che incrocio negli aeroporti delle grandi capitali europee: occhi sfavillanti di felicità, occhi che denotano soddisfazione per aver raggiunto un sogno, occhi che danno corpo e sostanza a quell’irrinunciabile libertà ereditata dalle generazioni passate. Libertà di studiare all’estero con coetanei di altri Paesi vuol dire irrobustire la propria identità, vuol dire incarnare a tutto tondo l’idea stessa di divenire cittadino del mondo. Erasmus è la proiezione del desiderio di autonomia e di affermazione culturale delle giovani generazioni in una prospettiva globale. E’ una conquista preziosa che non dovrà essere scalfita da niente e da nessuno. Neppure dalle nostre (legittime) paure di genitori nell’ora della partenza dei nostri figli. La tragedia di Tarragona di qualche giorno fa, con il bus ribaltato e la morte di 13 ragazzi, è un piombo nell’ala di Erasmus. Che però non dovrà condizionarci. Lasciamoli andare, liberi di viaggiare, di studiare e di divertirsi. Rinunciare a vivere, è morire prima del tempo.

Commenti

  • Foto di Maria Pina

    Maria Pina dice:

    Noi insegnanti siamo sempre valutati ogni giorno, penso sia meglio essere valutati con criteri ed averne il corrispettivo beneficio di natura aggiuntiva.Ritengo sia sbagliato rimettere al comitato di valutazione stabilire i criteri, questi dovrebbero già essere chiari e dettagliati e stabiliti dal Ministero altrimenti si genererà disparità tra le scuole, confusione e malumori che non certo aiuteranno all 'attuazione della buona scuola.

    26 Mar 2016 14:51

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