L'editoriale del Direttore Elio Pariota: "Qualunquismo travestito da satira"

La satira politica è il sale di ogni democrazia. Lo sfottò irriverente segna un po’ la rivincita popolare nei confronti delle presunte insensibilità sociali consumate nel Palazzo.

Stessa sorte è toccata a Di Maio, Salvini e Berlusconi. Prima ancora di trovare la quadra su un possibile accordo, eccoli ritratti su una tela caravaggesca dal titolo emblematico – “I bari” - raffigurante i tre in abiti d’epoca intenti a giocare a carte, in quella che in realtà è una truffa ai danni di uno di loro.

La location non è casuale: a due passi dal Colle e di fronte all’Agenzia ANSA.  L’artista da strada si è firmato Sirante; con tanto di cartellino nel quale si specifica, tra le altre cose, che “Questa scena, così teatrale, descrittiva e realistica contiene un monito morale, una condanna del malcostume, in particolare delle strategie dei politici".

Sinceramente non condivido questo genere di sberleffo. E non perché nutra particolari apprezzamenti per questo o quello, ma in quanto si vuol far passare nell’opinione pubblica un messaggio fortemente denigratorio dell’intera classe politica e - per quella via - delle stesse Istituzioni.

Credo che non tutti i politici siano uguali. Il qualunquismo travestito da satira non mi ha mai convinto.

Commenti

  • Foto di monica cappellini

    monica cappellini dice:

    Concordo che la satira politica sia squallida; come genere in se' sappiamo essere remoto. Chissa' se anche presso gli antichi romani presso i quali si definisce come genere letterario, portasse la stessa carica che il pittore ha voluto trasfondere in questo copia -incolla caravaggesco. PUo' dare un' idea della situazione attuale, dove piu' che bari si nota il risultato renziano di riforma elettorale. E meno male non ha messo mano alla Costituzione Italiana. Si spera davvero che escano persone serie, che certo ci sono e sono pure preparate. Ma noi da stolti dobbiamo sempre satireggiare su cose serie. Quanto al gioco a carte, lo lascerei a Caravaggio per la belta' dell'opera, quantunque non sia tra i miei pittori preferiti soprattutto per i soggetti trattati. Ma non mescolerei arte a res publica in un momento delicato che incide anche in politica estera Italiana.

    14 Apr 2018 07:51

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