L'EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: L'ITALIA CHE NON SA PIU' SOGNARE

114 miliardi di euro. Una gigantesca bolla di liquidità grande quanto il pil ungherese accumulata dagli italiani negli ultimi nove anni. Tenuta rigorosamente sotto il materasso e da tirar fuori quando verranno i tempi bui. Quella che ci consegna il Censis nel suo Rapporto 2016 è un’Italia ripiegata su se stessa, pessimista sul futuro, pervasa da un corpo sociale rancoroso verso una politica avvertita come lontana, autoreferenziale, di casta. Un Paese che ha messo fuori gioco la parte anagraficamente più gettonata - quella Millennials Generation che va dai 15 ai 35 anni - alle prese con prospettive carenti e con redditi inferiori a quelli dei suoi nonni. Un Paese che regge all’urto della crisi globale attraverso quattro pilastri: lusso, enogastronomia, macchinari e apparecchiature, risparmio delle famiglie. Poco male. Un’Italia così non promette nulla di buono. Un Paese che invecchia e che accumula ricchezza azzerando gli investimenti ha intrapreso una strada senza uscita. Ha cessato di scommettere sulle proprie virtù cedendo allo smarrimento e all’inerzia. Ha sopito qualsiasi sussulto di rinascita. Ha semplicemente e tristemente smesso di sognare.

Commenti

  • Foto di Nemesi76

    Nemesi76 dice:

    Bisogna abbandonare la logica del posto fisso e usare le opportunità offerte dal web e dalla globalizzazione per inventarsi un nuovo lavoro. Parliamo anche dei giovani che ce l'hanno fatta. Sono tantissimi. Entro 30 anni il concetto di lavoro così come lo intendiamo oggi, scomparirà. Ci penseranno la tecnologia e l'automazione. Quindi, facciamo capire ai giovani che oggi le idee valgono più dei titoli culturali. O meglio, i titoli culturali senza le idee non servono a nulla.

    04 Dec 2016 16:55

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