L'editoriale del Direttore Elio Pariota: "Il prezzo della sicurezza"

Sette giorni sono passati dai tragici fatti di Parigi. Sette giorni di smarrimento, di rabbia, di paura. Il sondaggio condotto da Demos per il quotidiano “la Repubblica” lascia al riguardo pochi dubbi sul realismo degli italiani: 8 su 10 sono convinti che questi attacchi non riguardino solo i francesi; 9 su 10 vorrebbero aumentare l’utilizzo di telecamere nelle strade e nei luoghi pubblici. E poi la disponibilità ad uno stile di vita più prudente: il 38% del campione rinuncerebbe a prendere l’aereo, il 43% ad effettuare viaggi all’estero, il 46% a partecipare a manifestazioni pubbliche. Stanchi di ragionare dei massimi sistemi, oppure filosofeggiare sulle cause e sulle responsabilità di chi ha consentito al nuovo mostro di seminare il terrore, gli italiani (e non solo) chiedono più protezione. Qualcosa si è mosso: Schengen è sospeso anche per i cittadini comunitari, mentre l’ONU ha votato all’unanimità una risoluzione che autorizza "qualsiasi misura contro l'Is". Inizia una lunga e inedita guerra contro un nemico che è già dentro le mura di casa. Dovremo abituarci a progressivi giri di vite sulle nostre libertà personali. E’ il prezzo della sicurezza. Vedremo se e quanto saremo disposti a pagarlo per intero.

Commenti

  • Foto di Piera P.

    Piera P. dice:

    Il prezzo della sicurezza è proprio la libertà, sacrificare volontà, desideri personali,limitare il proprio essere per difendersi da un mostro che agisce a volto scoperto, è una reazione umana naturale e pagarlo purtroppo non sembra essere una scelta personale!Attacchi che distruggono la nostra serenità,che minano la nostra indipendenza d'azione, che compromettono la nostra vita sociale: è vera guerra. Un terrorismo che utilizza i mezzi del progresso per colpire l'umanità tutta, che non seleziona le vittime ma dissemina perennemente paura oltre ogni latitudine. Si ha paura anche di perdere stabilità, equilibrio, cultura. È meschino e incontrollabile ed inevitabilmente oscura la libertà individuale, che nella società occidentale è un valore importante,conquistato con tanta storia. Siamo costretti a sacrificare la nostra libertà, prima di tutto per reazione naturale ad un nemico imprevedibile, selvaggio, astuto, ma nonostante ció dobbiamo per rispetto al nostro mondo, al nostro stile di vita, a quello che con tanti sacrifici abbiamo costruito credere nella sicurezza costruita dagli organismi preposti provando ad esorcizzare in qualche modo la paura e a controllare il terrore che attanaglia...togliendo aria.

    21 Nov 2015 21:17
  • Foto di Salvatore

    Salvatore dice:

    La paura attentati si diffonde e la psicosi ci induce a vedere terroristi in qualsiasi angolo del mondo. Questo è quello che vogliono, noi dobbiamo continuare a vivere, senza abbassare la guardia. Salvatore

    22 Nov 2015 10:35
  • Foto di sg

    sg dice:

    Siamo davvero disposti a rinunciare alla nostra vita, alle nostre abitudini, al confronto con altre culture? Subito dopo i fatti di Parigi si è diffusa una paura generale che ha spinto tutti a rinchiudersi nei propri spazi, pur consapevoli che il nemico attacca in casa nostra e lo fa senza preavviso. Ma fino a quando riusciremo a limitare la nostra libertà? Secondo me ancora per poco!

    23 Nov 2015 10:05
  • Foto di cristina

    cristina dice:

    non e' facile convivere quotidianamente con la paura pertanto sono utilissime tutte le misure restrittive a cui giornalmente siamo sottoposti. Mi chiedo pero' che valore possano avere oggi quando il terrorismo lo abbiamo ospitato in tutto il mondo con quei bei discorsi di "accoglienza" e "aperture alle differennze". E' stata solo ipocrisia e falso buonismo, controlli dovevano essere fatti molto prima di questa invasione "pseudopacifica. E' alto il prezzo che noi occidentali ci troviamo oggi a pagare ma nonostante le misure messe in atto per la sicurezza ritengo che il terrorismo non avra' difficolta' a vincerle e noi pagheremo ancora una volta con vittime innocenti

    29 Dec 2015 19:07

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