L’editoriale del direttore Elio Pariota: "Il marchio di fabbrica dell’immigrazione"

Diciamolo chiaro e tondo: dei mestieri di una volta – soprattutto se logoranti – gli italiani non ne vogliono sapere. Anzi, preferiscono che siano gli immigrati ad occuparsene. E’ il destino delle società post-industriali, nelle quali si produce una disoccupazione anche volontaria generata da legittime aspettative che il mercato non riesce ad assorbire. Tutto sommato si tratta di storia antica e, in parte, scontata. La conferma emerge da uno studio elaborato dalla Fondazione Moressa a proposito della natalità e della mortalità delle imprese. Sentite un po’: dal 2011 le aziende con titolare di origine straniera sono cresciute del 21,3%, mentre quelle italiane sono scese del 2,6%. Non è finita; perché le 550mila imprese condotte da immigrati contribuiscono con 96 miliardi di euro al 6,7% della ricchezza nazionale. Siamo al dunque. L’imprenditoria straniera, soprattutto in ambito artigianale, rappresenta un segmento non più trascurabile del pil italiano. Occorre prenderne atto. Urlare “dagli all’immigrato” servirà solo a complicarci l’esistenza.

Commenti

  • Foto di Luca Strano

    Luca Strano dice:

    Nel mio Paese vivono una decina di extracomunitari di colore ospitati in case popolari e totalmente sovvenzionati dal nostro comune. Non ho problemi a dire che si tratta del Comune di Montespertoli in provincia di Firenze. Realtà come queste ce ne sono tante. Purtroppo io conosco diverse famiglie italiane che a volte si sono rivolte a me per avere un pacco di pasta perché non sapevano cosa mettere in tavola. E qui si cerca di far passare gli extracomunitari come una ricchezza. Passerò da razzista ma io credo che, nell'ottica della gestione del buon padre di famiglia, sì debba prima pensare ai problemi di casa nostra e poi a quelli degli altri. Creiamo occasioni di lavoro per gli italiani e quando non ci saranno più disoccupati potremmo aiutare gli altri

    08 May 2016 16:27
  • Foto di Rosetta

    Rosetta dice:

    Il sociologo Mauro Valeri, dell' Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali, esperto di problematiche quali il razzismio, il bullismo, discriminazioni e violenze, afferma che "l ' immigrato continua a essere un soggetto che lavora di più e viene pagato di meno, svolge lavori che non corrispondono ai requisiti, i lavori delle cinque P : pesanti, precari, poco pagati e penalizzati socialmente". Pensate si debba parlare di una continuazione del nostro colonialismo, sempre sfruttando la presunta missione civilizzatrice, oggi chiamata integrazione, intercultura? E come mai, non si parla dell' immigrato che abbia la possibilità di lavorare nel settore pubblico, alle poste, mentre deve per forza scommettere su se stesso e sulle proprie forze?

    07 May 2016 15:53
  • Foto di Giovanni Laruffa

    Giovanni Laruffa dice:

    È infatti incomprensibile l'ostracismo che viene fatto contro gli immigrati, certo è mosso da tornaconto elettoralistilo che alimenta paure e insicurezze, ma nulla ha a che fare con la realtà.

    07 May 2016 16:13
  • Foto di Manuel

    Manuel dice:

    e vogliamo anche ricordare che questi signori immigrati contribuiscono anche a pagare le nostre pensioni con le loro tasse?

    12 May 2016 12:54
  • Foto di Laurajoy74

    Laurajoy74 dice:

    aggiungo che la loro presenza è fondamentale per mantenere vivi molti comuni a rischio spopolamento. http://www.yescalabria.com/calabria-se-gli-immigrati-sono-lantidoto-allo-spopolamento-delle-aree-interne/

    12 May 2016 12:58

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