L'editoriale del direttore Elio Pariota: "I Muri della paura"

Credevamo di avercela fatta 26 anni fa. Ci eravamo illusi che la caduta del Muro di Berlino avesse estirpato per sempre le logiche perverse della politica di potenza e degli egoismi di parte. Avevamo confidato in un mondo aperto, multiculturale e solidale. Ci ritroviamo, purtroppo, a fare i conti con una drammatica regressione dell’orologio della Storia. Quel mondo al quale molti popoli aspiravano non c’è più, forse non c’è mai stato. Al suo posto una comunità planetaria impaurita dalle conseguenze degli esodi di massa; e una politica incapace di mettere in campo soluzioni idonee ad arginare una crisi umanitaria senza precedenti e senza fine. Sicché l’unica facile scorciatoia per contenere i flussi di milioni di disperati che fuggono da guerre, da carestie e da condizioni di vita miserevoli, è la chiusura delle frontiere. Chilometri di muri e di filo spinato segnano il cordolo tra gli opulenti Stati Uniti e l’America Centrale, tra gli Stati dell’Africa del Nord, dell'Asia Centrale, del Medio Oriente, dell'Europa. E’ curioso constatare come la globalizzazione si affermi più per via telematica che fisica. Essa corre nella Rete omologando usi, costumi ed economie; ma si arresta - sin quasi a rinnegare la propria ragion d'essere - dinanzi alla percezione del pericolo di perdita delle identità culturali. I muri cominciano a sorgere ovunque. E con essi si affaccia un’alba nient’affatto rassicurante.

Commenti

  • Foto di Gaetana Cuccurese

    Gaetana Cuccurese dice:

    Il disastro umanitario cui stiamo assistendo ci impone un inderogabile interrogativo: "A chi piacerebbe emigrare?" Di certo, a nessuno! Nessuno lascerebbe la propria terra e la propria famiglia se non per fuggire dall'Inferno... perchè è proprio da lì che si scappa, è lì che abita chi è disposto a sfidare la morte navigando in condizioni disumane. Nel ribadire l'ovvio, è chiaro che l'alternativa all'emigrazione in Europa non è certamente quella di bombardare i barconi in Libia o erigere muri "della paura" ma sarebbe meglio dire della VERGOGNA..la stessa che dovrebbe provare ogni Paese che sfrutta risorse altrui lasciando il nulla a chi quelle risorse detiene, la stessa vergogna che dovrebbe provare ogni Paese cd. civilizzato che vende armi per alimentare guerre che generano gli esodi cui assistiamo negando finanche di esserne l'artefice o quantomeno complice. Offrire una ragione per restare è la sola alternativa possibile, non potendosi definire tale quella di costruire muri che in quanto eretti con i mattoni di politiche di sfruttamento, indi fallimentari, finiranno inevitabilmente per crollare addosso a chi pretendeva da tali muri di essere difeso! Come ha ben detto il Presidente del Niger al quotidiano Le Parisien: "Bisogna che francesi americani e britannici vadano in prima linea a riparare i danni che hanno provocato".

    23 Jun 2015 17:21
  • Foto di Saverio

    Saverio dice:

    Il problema è la differenza tra accoglienza e invasione.Adesso non è accoglienza ma è invasione perchè è tutta l'africa che spinge alle porte dell'europa e se non si prendono i provvedimenti per tempo siamo rovinati.Bisogna trovare una soluzione per poterli aiutare a casa loro.

    22 Jun 2015 12:56
  • Foto di Maria Grazia

    Maria Grazia dice:

    questo muro continuerà ancora ad esserci..ma questo finche' non vengono messe in discussione quei valori o meglio quei principi fondamentali ,da sempre insegnate ma mai prese sul serio concretamente..non è un fenomeno aleatorio ma anzi è un fatto che tocca da vicino l'umanita' ,anche lo stesso fenomeno successo a Charleston.....io mi chiedo ma davvero siamo ancora con questa mentalità?...i tempi sono cambiati...non dobbiamo rimanere sull'idea che tutto cambia per non cambiare ...ma basta solo agire quindi cambiare!

    20 Jun 2015 13:32
  • Foto di Rosetta

    Rosetta dice:

    I muri vengono alzati contro un crimine internazionale denominato tratta degli esseri umani, che risulta abbastanza deleterio per l ' intera umanità e si pone accanto accanto ai crimini del traffico di stupefacenti e del traffico di armi.In Italia tale crimine viene regolato dalla legge 286/98, ma al di la dell' accoglienza abbiamo una situazione in cui homo est homini lupus, una situazione quella degli immigrati in cui il 50% degli uomini e di coloro che sono coinvolti nel gestire il fenomeno ci mette il cuore ma l' altro 50% fa andare avanti i propri interessi, vedi situazioni come si sono avute a Roma come " Mafia Capitale" e altrove e queste stesse situazioni saranno presenti in tutte le parti del globo perche purtroppo , come diceva Platone nella Repubblica se mettiamo su due piatti di una bilancia la virtù, il bene comune, e il denaro, l' uno fa saltare l' altro. Bisognerebbe rivedere la direttiva 2001/52 di Schengen che riguarda il controllo da parte delle compagnie aeree della regolatita dei visti alla partenza, i visti dovrebbero essere controllati all' arrivo e ciascun migrante sistemato e accolto secondo la situazione che presenta, solo così potrà essere messo a tacere il TRAFFICKING ovvero la tratta degli essere umani che alimenta la schiavitù, il lavoro nero, il riciclaggio e la vendita di prodotti contraffatti.

    20 Jun 2016 14:54

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