L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Giochi a rischio flop"

A 50 giorni dall’inaugurazione delle Olimpiadi Rio de Janeiro dichiara lo stato di emergenza finanziaria. Non avendo un soldo in cassa, non riuscirà a garantire gli impegni presi con la comunità internazionale relativi al rispetto degli standard normalmente richiesti ai Paesi organizzatori dei Giochi. Un grave colpo per un Paese come il Brasile che appena sette anni fa esportava l’immagine di un’economia emergente destinata ad affermarsi con autorevolezza nel mondo globale. Per questo aveva incassato il “sì” all’organizzazione dei Mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi a Rio de Janeiro nel 2016. Sette anni, un’era fa. Oggi parliamo di un Brasile diverso: recessione economica da più di due anni, corruzione e clientelismo istituzionale, impeachment per il Presidente Dilma Rousseff accusata di aver truccato i conti pubblici. A Rio, poi, è ancora un altro film: sicurezza, sanità e istruzione al collasso, traffico cittadino paralizzato, minacce terroristiche a go-go e – ciliegina sulla torta – lo spauracchio delle zanzare che diffondono il virus Zika. Non è una bella ora per l’immenso Stato sudamericano in generale e per quello carioca in particolare. L’opportunità dei Giochi rischia di trasformarsi in un grande flop. E i comitati  organizzatori sembrano esserne pericolosamente coscienti.

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