L’editoriale del direttore Elio Pariota: "Filantropia fuori controllo"

Accusato di aver annientato i rivali di Netscape abusando della propria posizione dominante, Bill Gates ha ricostruito la sua immagine – che a fine anni Novanta precipitò ai minimi storici – attraverso una poderosa svolta filantropica. Il patron di Microsoft pare abbia effettuato donazioni per una trentina di miliardi di dollari in poco meno di un ventennio. Roba da garantirsi un’aureola di santità se non addirittura un posto d’onore in Paradiso. Stavolta, però, l’annunciata elargizione ha fatto danni. Il magnate americano aveva inserito la Bolivia nella lista dei Paesi ai quali Heifer International - l'associazione umanitaria che dona animali d'allevamento alle economie povere del Pianeta – avrebbe assicurato centomila pulcini. Obiettivo: favorire uno sviluppo esponenziale tale da alleviare condizioni di miseria diffuse. “Pensa che viviamo ancora nel Medioevo, in mezzo alla giungla”, ha tuonato il Ministro dell’Agricoltura boliviano. E non ha tutti i torti, giacché in quel Paese la produzione e il consumo di pollame erano già saliti in modo autonomo a livelli soddisfacenti. Un grande poeta del Novecento, Cesare Pavese, diceva che i tempi della filantropia sono i tempi in cui si mettono dentro i mendicanti. Può darsi sia così. Ma diamine, che i parametri siano quelli giusti!

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