L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Digitale, che passione!"

Pollice verso a chi si ostina a dipingere noi italiani come refrattari al cambiamento imposto dalla rivoluzione digitale. O meglio: resistenze possono esserci in coloro che le nuove tecnologie hanno imparato ad utilizzarle, ma per i giovani tra i 18 e i 30 anni è tutto diverso. Essi amano il digitale. Un’indagine targata Vodafone Institute, condotta su 6000 giovani di 6 Paesi Ue, ha tirato fuori un dato inequivocabile: insieme alla Spagna siamo il popolo più incline ad iniziare una carriera nel digitale e nelle telecomunicazioni (80% del campione), mentre francesi e inglesi battono la fiacca (dal 18 al 24 per cento). Animo, dunque. In una stagione di riforme annunciate (e non ancora attuate) abbiamo almeno la certezza che le abilità digitali siano considerate dai giovani come requisito indispensabile nel mondo del lavoro. E’ attorno a questa straordinaria presa di coscienza che la politica deve lavorare. Quando diciamo che l’Italia è un Paese anagraficamente datato fotografiamo la realtà. Ma quando semplicisticamente bolliamo i nostri giovani come incapaci di vedere il futuro con altri occhi perché attratti dall’utopia del posto fisso, commettiamo un grossolano errore. Le nuove generazioni hanno da tempo compreso come si vive in un mondo mobile e liquido; hanno ben chiaro che l’identità culturale si rafforza attraverso robuste e continue iniezioni di formazione in ambienti tecnologici dedicati; hanno capito che il digitale è la chiave per affermarsi nel mercato del lavoro.

Commenti

  • Foto di Mery

    Mery dice:

    Condivido pienamente ELIO! Sarà una coincidenza? Non credo.... Digital fashion...... La nostra testimonial! LOOK OF THE YEAR ITALIA 2014....mancano poche ore per dare avvio a questo grande appuntamento nazionale per la prima volta in Puglia nella meravigliosa città di Trani ! A tutte le finaliste nazionali un grande in bocca al lupo! Con PEGASO ed EIPASS.... Le chiavi del successo! Vorrei salutare tutti con una citazione di ISAAC NEWTON " se ho visto più lontano, era perché stavo sulle spalle dei giganti" ....e noi lo siamo!!! Ad maiora semper

    21 Nov 2014 17:58
  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    Il digitale ormai ha cambiato le nostre vite. La cultura come l'Università Pegaso lo fa già; ora tocca meglio alla P.A, alla politica, al sindacato e meglio ancora al sociale. E' il futuro bellezza..... Antonio

    21 Nov 2014 18:08
  • Foto di Marcello Giacomantonio

    Marcello Giacomantonio dice:

    Caro Direttore, sono d'accordo ... e non sono d'accordo. Sicuramente mi piace molto questa indagine che citi, sui giovani che amano il digitale e che conferma quanto vado sperimentando, almeno dall'inizio del nuovo millennio. Andrò a leggermela con attenzione e la inserirò nelle mie riflessioni. OK per valorizzare i nostri giovani. Contemporaneamente dobbiamo constatare che i giovani sono molto lontani dalle stanze dei bottoni, là dove si decide come spendere i molti finaziamenti che (per esempio) ci arrivano dalla UE per l'innovazione. Nelle centinaia di progetti che le Regioni finanziano per la formazione, l'aggiornamento dei docenti e così via, anche in questi ultimi anni, anche oggi, il digitale e con esso l'eLearning, è solo una componente irrisoria se non proprio di facciata. Solo per fare un esempio, la burocrazia regionale è terrorizzata dal fatto che un docente che si aggiorna online non possa essere adeguatamente "controllato" con un registro firmato in aula all'ingresso e all'uscita, rigorosamente controllato dal relatore. Al punto di aver inventato registri da firmare anche per l'online, da far poi controfirmare al tutor o all'esperto di turno responsabile del corso online. Terrorizzata all'idea che "qualcun altro" possa sostituirsi al corsista per produrre le statistiche di frequenza. E se per una volta provassimo a sostituire ai registri e alle statistiche l'efficacia e la qualità dei risultati?

    22 Nov 2014 10:26
  • Foto di Domenico Barbuto

    Domenico Barbuto dice:

    Giusto! Una volta avremmo detto " il digitale è il futuro" . Oggi, necessariamente, dobbiamo dire "il digitale è il presente" ..e la generazione che deve costruire con le condizioni di oggi il proprio futuro lo ha ben capito. Per fortuna.

    24 Nov 2014 14:48
  • Foto di Daniela Caruso

    Daniela Caruso dice:

    Concordo. La verità è che i giovani vogliono nuovi stimoli ed è per questo che i parametri della comunicazione in generale, cosi come quelli della didattica, vanno reinventati continuamente. La tecnologia e la multimedialità offrono la possibilità di diventare parte attiva dei processi di apprendimento, aprono nuovi canali di ricezione e, al contrario di quanto molti credono, lasciano spazio alla creatività, alla fantasia e all'inventiva. In quanto al posto fisso.... forse è giusto che ci sia più per loro che per un professionista adulto poiché di sicurezza hanno sempre tanto bisogno per poter prefigurare il loro futuro. Quello che invece preoccupa seriamente è l'idea di lavoro QUASI MAI legato al merito, alle competenze, alla professionalità e in generale al livello di empowerment personale. Cosa conta davvero? Ancora non si sa.

    24 Nov 2014 14:59

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