L’EDITORIALE DEL DIRETTORE ELIO PARIOTA: "COLABRODO ALITALIA"

Alitalia non è più una compagnia aerea, è un colabrodo. Come definire altrimenti un’azienda capace di perdere un milione di euro al giorno? Si pensava che con Ethiad al timone (49 per cento a fronte del 51 polverizzato in alcune importanti aziende italiane) il rilancio della nostra ex gloriosa compagnia di bandiera fosse cosa fatta. Macché. Usciti di scena i transalpini di Air France - che avrebbero dovuto rilevare Alitalia alcuni anni or sono – gli arabi versarono 560 milioni di euro con l’obiettivo di fare grandi cose. Il numero uno di Etihad, James Hogan, aveva in mente un'azienda più sexy con l'obiettivo del ritorno alla redditività nel 2017. Non so quanto ci sia stato di sexy nella recente conduzione manageriale; di sicuro gli azionisti quella redditività la potranno solo sognare atteso che occorre la modica cifra di un miliardo di euro per salvare Alitalia. Sta per andare in onda una pellicola già vista per casi analoghi: presentazione al board di un nuovo ambizioso piano industriale, bussatina al Governo per assicurarsi un sostegno finanziario, tagli qua e là con inevitabili riflessi negativi (speriamo pochi) sui livelli occupazionali. Il Presidente Luca Cordero di Montezemolo nell’ammettere che “ci sono stati degli errori” assicura che il futuro decollo passa da un cambio radicale del modello di business. Tutto vero; ma perché non è stato fatto prima?

Commenti

  • Foto di Alessandro

    Alessandro dice:

    Alitalia é già fallita. Nel 2008. A pagare quel fallimento, grazie a chi pensò di dare la compagnia in mano ai cosiddetti capitani coraggiosi, fu la collettività. Adesso però il capitale é completamente privato, quindi il paragone con le partecipazioni statali é fuori luogo. Sul comportamento del governo nelle politiche del trasporto aereo la invito a fare questa ulteriore riflessione: perché ad alcune compagnie (ed in questo caso non mi riferisco ad Alitalia) é concesso di adottare azioni distorsive della libera concorrenza, dal momento che ad esse viene concesso di non pagare contributi nel nostro Paese, evitare tasse che invece vengono imposte ad altri vettori, ed infine chiedere di essere pagate dagli aeroporti che intende servire???

    15 Jan 2017 16:38
  • Foto di Alessandro Bianchi

    Alessandro Bianchi dice:

    Caro Direttore, la vicenda Alitalia è una di quelle che si prolungano negli anni - ormai decenni - senza che nulla cambi se non in peggio. Dieci anni fà, quando insieme con il compianto Ministro Padoa Schioppa, decidemmo di bandire una gara per collocare al meglio Alitalia sul mercato salvaguardando il brand italiano (ancora molto apprezzato nel mondo) e tutelando più possibile i lavoratori, si coalizzarono i nemici interni ed esterni della Compagnia per impedire l'assegnazione al vincitore della gara: l'Air One di Carlo Toto. Allora Alitalia perdeva 1 milone di euro al giorno. Poi arrivò il Cavaliere, che ne fece oggetto di una sfrenata campagna elettorale e mise in piedi una compagnia di giro - gli ineffabili "capitani coraggiosi" - che mise dentro quattro soldi in cambio di buoni affari e gestì come peggio non si poteva. Alitalia continuò a perdere 1 milione al giorno. Poi sono arrivati gli arabi con dichiarazioni roboanti di rapido rientro in pareggio e un nuovo look per le hostess, ma senza un decente piano industriale. Alitalia continua ha continuato a perdere un milione al giorno. La verità, caro Direttore, è che le vicende dell'Alitalia continuano ad essere gestite - da dentro e da fuori - da un grumo inestricabile di incompetenti e di affaristi che non sanno o non hanno interesse a rigenerare la Compagnia. Per la prima volta, dopo dieci anni, sento che il Ministro Calenda lo dice esplicitamente. No so se siamo ancora in tempo ad avviare un percorso di recupero, ma so di certo che la condizione indispensabile è quella di recidere quel grumo.

    14 Jan 2017 11:46
  • Foto di Elio Pariota

    Elio Pariota dice:

    Caro Magnifico, sono tristemente e pienamente d'accordo con te.

    14 Jan 2017 15:04
  • Foto di gennaro 979

    gennaro 979 dice:

    Gentile direttore Pariota ,Alitalia altro non è che un ministero Romano,e come tale viene gestito in tutto e per tutto e non come un'azienda che dovrebbe occuparsi di trasporto aereo e stare da sola sul mercato per intenderci una SPA come dovrebbe essere una qualsiasi società privata;cosa che non è assolutamente in grado di fare,purtroppo le banche azioniste Intesa &Unicredit principali altro non fanno che pompare soldi nelle casse del ministero Alitalia prendendo il posto dell' IRI la quale ogni volta doveva rifondere le perdite tramite il Ministero del Tesoro;aggiungo inoltre che nonostante non sia più una compagnia di Bandiera da un bel pezzo pretende di essere trattata ancora come tale ed avere voce in capitolo più degli altri su aeroporti da servire compagnie aeree concorrenti che possono o non possono operare vedi:EMIRATES e diritti di V' libertà MXP-JFK volo quest'ultimo tra l'altro operato con A 380 velivolo che i pezzenti farabutti della "Banda di Alimagliana" si possono solo sognare!!!!;per concludere caro Direttore Pariota Elio,Alitalia altro non è che il retaggio di quanto esistevano le partecipazioni statali e lo Stato ovvero la colletività faccia lei!!!,la faceva da padrone nell'economia epoca oramai tramontata da un bel pezzo insieme con il reticolo delle partecipazioni statali!!!,ragion cui Alitalia deve essere fallire visto che ha già succhiato troppi soldi!! secondo una ricerca di Mediobanca oltre 7 miliardi di euro dal 1974!!!pensi un po',per non parlare del suo personale arrogante maleducato e cialtrone!!!;per concludere Direttore la si lasci fallire una volta e per tutte e si dia spazio ad altri protagonisti del trasporto aereo sicuramente più efficienti e capaci dei geni della Magliana!!!! e con questo mio intervento caro direttore la saluto cordialmente e le auguro buon fine settimana!!!

    14 Jan 2017 15:30
  • Foto di Matteo Traversa

    Matteo Traversa dice:

    Poveri lavoratori dell'Alitalia! Strapagati e ultra-sindacalizzati, con retribuzioni OSCENE e privilegi di tutti i generi (7 anni di mobilità e pensione a 55 anni per tutti, mica solo per il personale di volo). VERGOGNA, hanno distrutto una impresa e depredato i contribuenti e osano parlare, fallire.

    15 Jan 2017 10:39
  • Foto di Luigi Sorrentino

    Luigi Sorrentino dice:

    Monteprezzemolo ce lo ritroviamo dappertutto, possibile? E' un genio della finanza? Visti i risultati non mi sembra proprio, e non sembrava neppure a Marchionne, che non è certo un incompetente... Complimenti per l'editoriale Direttore Pariota, lo condivido in pieno.

    15 Jan 2017 10:43
  • Foto di Alessandro

    Alessandro dice:

    Matteo Traversa in poche righe é riuscito ad incasellare una sequela di falsità. Complimenti! Andiamo con ordine: Innanzitutto i lavoratori Alitalia non sono così sindacalizzati (siamo nell'ordine del 55-60% della forza attiva); la cassa integrazione, che come lei dovrebbe sapere non esiste più, si riferisce al periodo 2009-2015, erogata in seguito al fallimento della compagnia, allora pubblica. Le assicuro che tutti i lavoratori coinvolti avrebbero preferito continuare a lavorare invece che uscire dal mondo produttivo. Questi 7 anni sono stati assegnati a TUTTI i lavoratori espulsi, non solo il personale di volo. Non tutti sono riusciti a raggiungere l'età pensionabile. Su chi ha contribuito a far fallire Alitalia, la consiglio di informarsi meglio: ci sono sentenze che condannano amministratori delegati e manager apicali della compagnia allora pubblica, in quanto ritenuti responsabili di DISSIPAZIONE DI BENI AZIENDALI. Completamente inutile prendersela con i lavoratori che sono state vittime di questa storia indegna. Le consiglierei quindi di parlare con cognizione di causa. Grazie

    15 Jan 2017 16:19

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