L'editoriale del Direttore Elio Pariota: "Bulli di oggi e di ieri"

Una ragazzina decide di non andare più a scuola – con il consenso dei genitori – perché troppo grassa e dunque oggetto di continue vessazioni da parte dei suoi compagni di classe. L’ennesimo, odioso episodio di bullismo emerso a Napoli nel corso di un’inchiesta sulla dispersione scolastica. Un caso che fa riflettere sulle reali capacità della famiglia e della scuola di arginare un fenomeno in crescita, ma che affonda le sue radici nella notte dei tempi. Sì, perché il bullismo di oggi non è poi tanto diverso da quello di ieri. Solo che – in una società dove tutto si propaga alla velocità della luce, dove basta una foto ben congegnata sui social network per esporre la “vittima” al pubblico ludibrio – il danno psicologico può rivelarsi devastante. Forse che ieri si era più forgiati nel contrastare le avversità? Può darsi. Sicuramente i due grandi presìdi della formazione identitaria dell’individuo – la famiglia e la scuola – appena alcuni decenni or sono erano meno inclini alle speculazioni filosofiche sull’accaduto. Oggi, invece, si parla e si scrive di tutto. Fiumi di parole e d'inchiostro per spiegare ciò che è ovvio. E cioè che il bullismo di ogni tempo è figlio di un disagio sociale che va compreso a fondo. Quel che si sottace, ahimè, è la totale assenza di soluzioni da mettere in campo da parte dei genitori e degli insegnanti per prevenire l'evento. C’è poi la cronica assenza dello Stato. Ma questo è tutto un altro film.

Commenti

  • Foto di Gaetana Cuccurese

    Gaetana Cuccurese dice:

    Ancora bullismo..odioso fenomeno non di oggi ma di ieri, di sempre e per questo ancora più insopportabile perché ancora presente e inaccettabilnente più devastante con l ausilio dei social. Eppure il vero dramma della ragazza napoletana dalle forme umane non credo sia da ravvisare tanto nell esistenza del suo carnefice..il bullo..vittima  primaria della sua ignoranza, reso cieco dalla sua superficialità, né credo sia da ravvisare nella società che elogia l apparenza perché chi è incline all essere troverà prima o poi un modo per tutelarsi, l antidoto per non avvelenarsi se costretto ad ingerire quotidiana crudeltà. Violenza ed elogio dell apparenza sono mali terribili ma certamente minori rispetto alla forza distruttiva che ha in sé il consenso espresso dai genitori della ragazza favorevoli al suo allontanamento dalla scuola che meritava e merita di frequentare!! È arrendersi che conferisce potere a chi potere non ha. È essere indirizzati sulla strada sbagliata da chi è deputato per il ruolo e la funzione che riveste nella vita di un minore ad indicare la sola strada da seguire l unico danno che non troverà mai adeguato risarcimento perché distrugge coscienze che hanno il sacrosanto diritto di trovare nella famiglia prima e nella scuola poi chi deve proteggerne la formazione e lo sviluppo. E allora comprendi che non esistono soluzioni fino a quando coloro che devono operare per arginare il fenomeno sono proprio coloro che contribuiscono a generarlo, perché incapaci di porre fine al "disagio" che portano dentro e che trasmettono ai figli i genitori e agli studenti gli educatori. Un disagio specchio di una miseria interiore che divora il bisogno vitale di educazione e di rispetto per la sacralità della vita in sua splendida espressione.

    28 Jun 2015 02:39
  • Foto di Maria Grazia

    Maria Grazia dice:

    Il bullismo non colpisce solo esclusivamente il soggetto debole ..ma principalmente al bullo perchè non fa' altro che frustarlo ancora dipiu' psicologicamente ,per questo la prossima volta non ci pensa a farlo due volte e agisce! ..per cui la soluzione è intervenire sul bullo gia' alla prima volta che succede un episodio del genere ,per far si' che poi non si intervenga sulla vittima del bullo!...la conclusione è ,che violenza su violenza porta ugualmente a fare violenza (anche se con modi diversi),invece ,violenza e introspezione porta l'uomo a non fare piu' la violenza...non serve esclusivamente un psicologo ...ma serve trovare interiormente un equilibrio unico ,senza precedenti ! Si diice :non fare cio' che non vorresti fatto a te ..perchè in base e quello che dai ricevi ......trovare l'equilibrio porta ahime' principalmente ad una pace con se stessi senza fine,e poi anche al resto delle relazione che vado ad intrattenere...questa e la nuova teoria della sopravvivenza e del resto non è essere i sempre piu' forti ma essere all'altezza nell'adattarsi a delle particolari soluzioni ,trovando sempre uno spiraglio tra gli scogli! parlarne anche per la vittima significa aiutare quello che apparentemente è senza cuore appunto il "bullo"....per risentonizarlo al mondo !

    27 Jun 2015 15:22
  • Foto di sg

    sg dice:

    Da un lato maria Teresa hai ragione, se ho capito il tuo pensiero... Secondo te una delle cause del bullismo è da ricercare nelle esperienze vissute che portano chi ha subito fenomeni di bullismo a sfogarsi contro chi è più debole e a diventare quindi "bullo" nei confronti di un altro. Io penso però che la vera causa sia una società troppo legata all'immagine e all'apparenza. Nel caso della ragazzina "grassa", vivere in un mondo dove ogni giorno si è bombardati dal messaggio "magro uguale bello, sicuro di sé, felice..." l'essere "diverso" rispetto a quel canone conduce il soggetto, sicuramente debole, a perdere l'autostima e la capacità di convivere in quella stessa società che lo ha bollato e quindi l'unica soluzione è l'isolamento e la fuga. La scuola e la famiglia, primi maestri di vita, devono aiutare questi soggetti a credere di più in se stessi e sostenerli in una fase, quella adolescenziale, tra le più critiche e complesse della vita.

    27 Jun 2015 16:45
  • Foto di flavia fabbricino

    flavia fabbricino dice:

    Bullismo.. al di là dei fattori individuali e sistemici che concorrono a delineare il fenomeno, evidenziato con frequenza crescente nel contesto scolastico, esso è causa di gravi conseguenze a breve e a lungo termine sia per le vittime che per i prevaricatori, con gravi ripercussioni sul clima di classe e sulla difficoltà dei docenti a gestire la situazione. Pertanto un progetto di intervento su tale problematica si attua in un'ottica di PREVENZIONE attraverso l'attivazione di un lavoro congiunto delle istituzioni e del sistema scuola-famiglia e grazie all'aiuto di professionisti (Psicologi) per scongiurare eventuali escalation nelle condotte devianti in età adulta.

    28 Jun 2015 15:37
  • Foto di prof. Vincenzo Bonazza

    prof. Vincenzo Bonazza dice:

    Il bullismo è una degenerazione di tipo relazionale: sebbene in ambito scientifico non sembra vi sia accordo sulle cause di esso (d’altra parte, non dimentichiamo, che il fenomeno è complesso) ritengo che gli adulti se attenti e, sopratutto preparati, possano - almeno - controllare il fenomeno. Mi riferisco al possesso di abilità/capacità relazionali. I rapporti sociali scolastici, in genere, sono tendenzialmente in crisi, i ragazzi non sembrano vivere grandi esperienze umane a scuola: dalle molteplici rilevazioni empiriche ci appare che emerga una certa incompetenza relazionale da parte della scuola: ricerche svolte su campioni nazionali hanno evidenziato la difficoltà, da parte degli insegnanti, a gestire modalità comunicative adeguate. Volendo offrire un contributo alle considerazioni poste dal direttore Pariota mi chiedo: la formazione e/o l’aggiornamento dei docenti prevede percorsi miranti a ottimizzare la qualità della relazione?

    28 Jun 2015 16:37

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