L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Bomba o non Bomba"

Accordo storico o grande presa in giro? Propendo per la prima ipotesi, se non altro per mancanza di convincenti alternative. Dunque l’Iran avrebbe accettato di rinunciare all’arricchimento dell’uranio per i prossimi dieci anni in cambio del ritiro delle sanzioni internazionali che ne hanno strangolato l’economia. Barack Obama saluta l’accordo – che sarà firmato il prossimo 30 giugno – come l’unica strada possibile per condurre il Paese degli Ayatollah sul terreno della ragionevolezza e impedirne la costruzione della Bomba atomica. “Tragico errore” ribattono israeliani, sauditi e i Paesi nemici dell’Iran. Sullo sfondo Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania impegnate a giocare una partita diplomatica (ma soprattutto economica) in un contesto ad altissimo coefficiente di instabilità e di rischio. Bomba o non Bomba, una cosa è certa; anzi due: la prima è che la Mogherini – Ministro degli Esteri dell’Unione Europea - si è riappropriata con successo del proprio importante ruolo di mediatore; la seconda è che i caroselli di auto in festa per le strade di Teheran – al di là delle dichiarazioni bellicose spesso pronunciate dai politici – chiariscono inequivocabilmente il vero sentimento della maggior parte della gente di quel Paese: agognare una vita migliore lontani dall’incubo delle sanzioni e del fondamentalismo. E non è poco.

Commenti

  • Foto di Domenico Barbuto

    Domenico Barbuto dice:

    In questa vicenda, ricorda bene Direttore , è stato fondamentale il ruolo della "nostra" Commissaria europea. Sono moltissime le occasioni in cui lamentiamo l'assenza dell'Europa. In questo caso l'Unione c'è stata, si è vista. Ed anche questo ci deve far ben sperare.

    07 Apr 2015 11:32
  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    Bomba o Non Bomba. Devo dire la verità: alcuni anni fa ho avuto modo di conoscere l'ex Presidente dell'Iran Mohammed Khatami, un moderato vero. La questione della bomba andava ben oltre. La grande attenzione era sempre sull'energia, sul petrolio, ma era anche su una cosa che a lui stava a cuore: il dialogo interreligioso. Io credo, che possiamo ripartire da lì. Antonio

    07 Apr 2015 10:45

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