L'editoriale del Direttore Elio Pariota: "Anno 2100: manzo in provetta e mozzarella in 3d"

Metti un gruppo di esperti, scienziati, produttori di cibo e attivisti a ragionare su cosa ne sarà di noi da qui a fine secolo: lo scenario diventa desolante, roba da far impallidire il più indomito degli ottimisti. A Chicago – nel convegno “Future Food 2050” - la radiografia del Pianeta “anno 2100” non lascia spazio a fantasie: pochissime risorse naturali, acqua esaurita, desertificazione, aria tossica e tasso di obesità della popolazione (giunta a 12 miliardi di persone)a livelli altissimi. Qualcuno ha osservato che ci stiamo già divorando il futuro. Proprio così. Le ipotesi apocalittiche tracciate durante l’assise nella metropoli americana sono maledettamente possibili. Ovviamente le ricette per scongiurare il dramma sono di difficile applicazione. Quale Paese emergente oggi rinuncerebbe allo sviluppo sfrenato pur di inquinare di meno? E chi è disposto ad immaginare di iniziare a cibarsi con manzo in provetta o con mozzarella elaborata in 3d? Non illudiamoci: la salvaguardia dell’ecosistema e della catena alimentare appartiene a una cultura di là da venire. Purtroppo o per fortuna noi viviamo carpe diem; procedendo allegramente verso il baratro.

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