Le Università italiane collaborano con il Governo per svelare l’identità delle vittime di naufragio

Università italiane al lavoro per il riconoscimento e l’identificazione dei corpi senza identità appartenenti a cittadini stranieri vittime del tragico naufragio del 18 aprile 2015 nel Canale di Sicilia, nel quale hanno perso la vita circa 800 persone. L’iniziativa è frutto di un accordo tra Ministero dell’Interno, quello dell’Istruzione e Commissario straordinario del Governo per le persone scomparse. Il progetto coinvolgerà tutte le Università italiane che riterranno di aderire al Protocollo d’intesa. “Il recupero del natante dal mare – spiegano dal Miur - sarà portato a compimento nella prossima primavera a cura della Marina Militare.  All’operazione, che si svolgerà presso la base Nato di Melilli (SR), parteciperà anche il Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco (per l’estrazione delle salme), oltreché, per gli aspetti di rispettiva competenza, la Questura di Catania, l’Azienda Sanitaria Provinciale, la Croce Rossa Militare. La Prefettura di Siracusa garantirà l’azione di coordinamento sul posto, mentre il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione curerà gli adempimenti connessi alla sepoltura delle salme”. Le Università saranno coinvolte nelle attività medico-legali per l’identificazione delle vittime e l’adesione è su base volontaria

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