La tecnologia supera la tradizione? Verso una nuova era dell'istruzione

Anche quest'anno Online Educa Berlin si è chiusa con una grande affluenza di pubblico, esperti, oratori. Più di 300 le tematiche trattate per tutti gli interessi dello scenario dell'e-learning, in workshop di settore, conferenze plenarie e dibattiti settoriali. Una panoramica che ha coinvolto più di 2000 iscritti da 99 paesi, fornendo un quadro generale di grandissima attenzione ed evoluzione in questa edizione che celebra i 20 anni della conferenza mondiale. Qui presentiamo alcuni temi fra quelli di maggiori rilievo ed una riflessione finale conclusione

Ripartire dai dati

Un tema di punta ad OEB2014 è stato quello dei dati, della loro raccolta/analisi e di come stanno cambiando l'istruzione. Da quando è nato l'eLearning una delle sue caratteristiche distintive rispetto ad altre forme di insegnamento/apprendimento è la “tracciabilità”. Il fatto che sia possibile tenere traccia di tutto ciò che avviene nell'ambiente online, sia esso il versante LMS (Learning Management System) cioè l'ambiente virtuale, sia quello dei LO (Learning Object) cioè i contenuti. Il tracciamento permette di raccogliere grandi masse di dati, ma abbiamo capito quali siano davvero utili, quali quindi raccogliere, come analizzarli e soprattutto come darne un feedback ad insegnanti e studenti? La raccolta di masse di dati, la condivisione e l'analisi riguardano tutti coloro che utilizzano la tecnologia. Nel campo dell'eLearning, che cosa ci può dire circa il modo in cui impariamo? E ancora, l'attenzione ai dati, la loro raccolta ed analisi, può danneggiare l'istruzione? Stiamo lasciando abbastanza spazio per la creatività, l'immaginazione e l'esperienza con l'insegnante? Dovremmo accontentarci di essere contenti che insegnanti e studenti possano beneficiare parimenti dell'analisi dei dati, aiutando questi a prevenire lo studio solitario dello studente, la scelta del corso sbagliato e l'abbandono? Un panel di esperti ha discusso questi temi nel dibattito di giovedì sera, 4 dicembre, ad Online Educa Berlin. La mozione provocatoria da cui il dibattito si è sviluppato è stata:”Siamo convinti che i dati stanno distruggendo l'istruzione”. E come si può capire il dibattito è stato un po' più vasto del solo versante eLearning. Ad opporsi a questa mozione c'erano due dei maggiori esperti di Internet a livello mondiale, Viktor Mayer-Schönberger, e George Siemens. Mayer-Schönberger, autore e professore di Governance di Internet all' Internet Institute dell'Università di Oxford, ha detto: "Dobbiamo sfruttare i dati assicurandoci di mantenerne il controllo. Dobbiamo ritagliare uno spazio per l'uomo, per la sua irrazionalità, la sua creatività e immaginazione, per poter agire talvolta a dispetto di quello che i dati sembrano dirci". A sostenere le sue tesi c'era anche George Siemens, Executive Director del Learning Innovation and Networked Knowledge Research Lab alla Università del Texas, ad Arlington. Tecnologia, reti, analisi dei dati, e l'apertura in materia di istruzione costituiscono il nucleo della sua ricerca, anche se è forse più conosciuto come il co-creatore del primo MOOC (insieme a Stephen Downes). Inoltre, il dottor Siemens è un membro fondatore della Society for Learning Analytics Research, che esplora il ruolo e l'impatto delle analisi dei dati sull'insegnamento, apprendimento, formazione e sviluppo. A favore della mozione c'erano Ellen Wagner e Inge de Waard. Wagner ha sostenuto che: “il termine 'dati' è diventato un “meme”, un'idea di Internet che si propaga sulla rete. I “data-come-meme” finiscono con il rappresentare qualsiasi cosa: dalla perdita di privacy, alla profilazione degli utenti, alle pratiche di esclusione, alla personalizzazione, al successo degli studenti e all'efficienza istituzionale." Wagner è Chief Research and Strategy Officer per il  PAR (Predictive Analytics Reporting) Framework (USA), organizzazione di data-mining non-profit multi-istituzionale che utilizza modelli predittivi per individuare le cause dell'abbandono da parte degli studenti. Nel suo intervento ha spiegato come si utilizzano i dati per scoprire che cosa fa sì che gli studenti abbandonino gli studi. Inge de Waard lavora ad un dottorato di ricerca presso la Open University (UK) su processi di apprendimento auto-determinato nei MOOC, per studenti già abituati all'apprendimento online. Il suo lavoro segue il concetto di “heutagogy” sviluppato da Stewart Hase e Chris Kenyon nei primi anni 2000, che privilegia l'apprendimento studente-centrico e “come imparare a imparare” invece del modello tradizionale della pedagogia insegnante-centrica. Anche la partecipazione al dibattito ha visto un pubblico numeroso di diverse centinaia di esperti internazionali di educazione, formazione e tecnologie. Al termine della discussione il pubblico ha espresso con un voto il suo parere sulle due mozioni.

E se il futuro fosse nelle nuove tecnologie?

Anche il mondo delle tecnologie del futuro prossimo si è dato appuntamento ad OEB2014. Occhiali a realtà aumentata che consentono di creare oggetti 3D nel mezzo dello spazio e poi riportarli nella vita reale, dove possono acquisire forma solida grazie alle stampanti 3D; maschere a realtà virtuale che ci inseriscono saldamente in un ambiente immersivo digitalmente generato; dati e analisi che personalizzano l'istruzione e guidano il successo del business. Queste sono solo alcune delle tecnologie e degli approcci che stanno trasformando il nostro modo di lavorare e imparare. Siamo alla conferenza mondiale delle tecnologie per l'istruzione e quindi non ci meraviglia che queste abbiano un ruolo di primo piano. L'istruzione scolastica e la formazione aziendale supportate dalle ICT rappresentano un settore globale stimato in 56,2 miliardi dollari, che prevede di raddoppiare entro il 2015. Questa crescita è anche stimolata dalla continua popolarità dei MOOC (Massive Open Online Course) e dalle tendenze emergenti come il mobile learning, le tecnologie indossabili, la crescita di competenze della formazione digitale, come il “coding” che si sta facendo strada verso i curricula nazionali, e sistemi di badge universali che consentono di accreditare la formazione online. Shyamal Majumdar, direttore del Centro Internazionale UNESCO-UNEVOC (Centro internazionale per l'istruzione e la formazione tecnica e professionale), uno dei principali oratori a OEB2014, ha detto: "L' ICT ha un ruolo cruciale nell'espandere l'accesso, migliorare la qualità e rafforzare la pertinenza della TVET (Technical and Vocational Education and Training). Per questo, grazie allo sviluppo dell'ICT la TVET è stata collocata in cima all'agenda dell'UNESCO-UNEVOC che propone di esplorare ulteriormente il potenziale della tecnologia tra cui MOOC e Open Educational Resources (OER) come disponibilità di supporto all'apprendimento.” Al pubblico sono state presentate ad alcune delle tecnologie di punta che cambieranno già da oggi il mercato, come i META SpaceGlasses (https://www.spaceglasses.com/), il primo computer indossabile a Realtà Aumentata che consente di creare e condividere oggetti digitali nel mondo reale; l'Oculus Rift (https://www.oculus.com/) e altre applicazioni per la valutazione on-line, la gamification e l'analisi dell'apprendimento. L'apprendimento e la formazione in azienda hanno rappresentato un argomento di grande rilievo a OEB2014, grazie ai dati recenti che mostrano come l'eLearning aiuti a trovare lavoro almeno il 50% in più di quanto non faccia la formazione tradizionale basata sull'istruttore. Chris Bishop, Strategic Partner di Future Workplace - un'organizzazione che analizza aziende come Virgin Atlantic, Hitachi e Disney che stanno sfruttando tecnologie indossabili per rivoluzionare il modo in cui il lavoro viene fatto – è stato keynote speaker di questo tema assieme a professionisti di formazione aziendale in grandi organizzazioni tra cui Philip Morris International e il Gruppo Adidas. Bishop descrive l'influenza di questi sviluppi tecnologici in termini familiari: "Quando spiego le tecnologie indossabili alle organizzazioni, paragono questa tendenza ai primi giorni di Internet, nei primi anni '90. Tra 20 anni non potremo capire come abbiamo vissuto senza di esse e saranno certamente fonte di nuovi guadagni. Vedremo lo stesso modello emergere anche per le tecnologie indossabili".

Conclusioni

E così chiude il sipario anche su questa 20^ edizione di ONLINE EDUCA BERLIN, la più grande conferenza mondiale per l'apprendimento supportata dalla tecnologia. Molti moltissimi stimoli, grande interesse tra i partecipanti, una caterva di idea da riportarsi a casa. Eppure, per osservatori come noi che seguono OEB dal suo esordio, non tutto convince. La conferenza sembra di anno in anno rinchiudersi sempre più in un confine culturale che non è difficile definire “anglo-sassone” o se preferite centro-europeo-americano, intendendo con quest'ultimo gli States. Tutti i riferimenti vanno in questa direzione, mentre al resto del mondo rimane sostanzialmente un ruolo da spettatori. Verrebbe da dire che tutto ciò è naturale, dato che l'online learning è nato proprio in questa area e da qui derivano le maggiori scuole. Che in questa area geo-culturale troviamo esempi assai rilevanti della progressione dell'eLearning. Che molti paesi occidentali, per non dire degli altri, sono ancora lontani non solo da uno sviluppo significativo di queste metodologie technology-based, ma anche dall'accettare la cultura dell'eLearning come realmente risolutiva (come sembrerebbe anche in casa nostra). Infine che ancora oggi questa rimane la principale area geografica di business dove le imprese del settore sono più sviluppate ed agguerrite. Eppure tutto questo non è sufficiente. L'eLearning non è solo tecnologia, anzi c'è molto di più nel suo sviluppo, e molte esperienze illuminanti, metodologicamente essenziali, arrivano da altre aree culturali. E non solo dal sud dell'Europa totalmente ignorata, ma dall'Australia, dal Giappone, dall'America Latina e via elencando. In breve sostanza nello splendore del suo ventesimo compleanno, OEB ci è apparsa un po' più provinciale, nonostante il rilievo fondamentale dei suoi contributi. NOTA [I testi sono una elaborazione dell'autore su input dell'ufficio stampa di OEB2014. Le immagini sono un copyright di ICWE GmbH che opera sotto gli accordi Creative Commons Attribution 2.0 Germany License. Le foto sono David Ausserhofer, Mark Bollhorst and Maren Strehlau.] [gallery type="slideshow" ids="961,962,963,964,965,966,967,968,969,970,971,972,973,974,975,976,977,978"]

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