L'editoriale del Direttore Elio Pariota: "Rischio deculturizzazione"

Un quinto degli italiani non partecipa ad alcuna attività culturale. Di più: un esercito di 820mila persone si è aggiunto alla già nutrita pattuglia di connazionali che negli ultimi dodici mesi non ha letto un libro, né si è recata a teatro o a una mostra d’arte; insomma, ha azzerato ogni iniziativa culturale. Il quadro che vien fuori dal Rapporto 2015 di Federculture – la federazione delle aziende culturali italiane – intitolato “Cultura, identità e innovazione” è per taluni aspetti desolante. Il rischio di una vera e propria deculturalizzazione del nostro Paese è concreto. E a nulla vale ricordare che la cultura misura la civiltà di un popolo, è l’espressione della sua libertà, è il motore inesauribile per ogni tipologia di sviluppo, è l’essenza stessa dell’evoluzione umana. Qui non si tratta di fare retorica, né di coniare eleganti enunciazioni di principio. Qui occorre mettere in campo tutta la fantasia di cui si è capaci per ridare slancio ad un grande progetto culturale che attragga gli italiani prima ancora che gli stranieri. Pompei e il Colosseo ancora non hanno un profilo su Facebook o su Twitter; viene da chiedersi come e da chi sono gestiti. Bisogna agire in fretta. La crisi economica, che pure morde, non può e non deve sterilizzare la vivacità culturale di un popolo.

Commenti

  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    La cultura è il vero patrimonio dell'Italia. Ognuno di noi nel proprio piccolo come lavoratori, iscritti di partito, volontari della promozione culturale, pro loco, cittadini dovremmo dare un contributo su un tema così importante.

    13 Jul 2015 17:10

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