#Famenelmondo in calo, ma serve evitare sprechi alimentari

Una buona notizia: il numero complessivo delle persone che soffrono la fame nel mondo scende a 795 milioni, ben 216 milioni in meno rispetto al biennio 1990-92. Lo dicono le Nazioni Unite nell’ultimo Rapporto 2015. Qualcosa si muove in vista del difficile (ma non impossibile) obiettivo di azzerare la fame nel nostro Pianeta. La Francia qualche giorno fa ha detto basta agli sprechi alimentari approvando una legge che impone ai grandi supermercati  e ai centri commerciali di regalare alle associazioni benefiche quei prodotti ancora buoni ma rimasti invenduti. Venti, trenta chili di prodotti che ogni anno il cittadino francese getta nella spazzatura. Un crimine sociale ed economico di proporzioni significative: circa 20 miliardi di euro mandati in fumo in Francia; in Italia lo spreco vale mezzo punto di Pil (circa 8 miliardi) a fronte di oltre 10 milioni di persone che vivono ormai in condizioni di povertà assoluta; e si potrebbe continuare su scala planetaria snocciolando numeri da brivido. “Contrastare il cambiamento climatico è un aspetto chiave nella lotta alla povertà,” aveva dichiarato Kumi Naidoo, Direttore Esecutivo di Greenpeace International, durante l’Assemblea Generale Annuale dello European Foundation Centre che si è tenuta la scorsa settimana a Milano. “Il tema della sicurezza alimentare deve essere affrontato in modo sistemico, dando priorità a questo tema, se non vogliamo essere travolti dalle conseguenze”.   Ecco, un po’ di solidarietà “forzata” non è male anche se i guasti nella filiera alimentare non sono soltanto da attribuire alle politiche della grande distribuzione. Si discute anche da noi di dar vita a una legge per limitare gli sprechi e utilizzare le risorse in modo consapevole e sostenibile. Si vada avanti. E soprattutto, si faccia presto. Obiettivi raggiunti in 72 Paesi su 129   Nei paesi in via di sviluppo, la prevalenza della denutrizione è scesa al 12,9 per cento della popolazione, in calo dal 23,3 del 2000. Gli obiettivi fissati a inizio millennio dall’Onu sono stati raggiunti in 72 su 129 Paesi monitorati. Per 29 Stati è arrivato un traguardo ancora più ambizioso, quello di dimezzare il numero totale delle persone denutrite tra il 1996 e il 2015. “Un risultato che ci dimostra che è possibile eliminare questa piaga nel corso della nostra esistenza”, ha commentato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva. “Dobbiamo essere la generazione Fame Zero”. L’intero rapporto Lo stato dell’insicurezza alimentare nel mondo 2015 è disponibile on-line.

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