L'editoriale del direttore Elio Pariota: "Burocrazia assassina"

Morire per una fotocopia. Si può? Certo che sì. In uno Stato dove la burocrazia accompagna e opprime il cittadino dalla culla alla tomba di cosa vogliamo meravigliarci? Dunque è successo. A Pordenone, qualche giorno fa. Un imprenditore non ancora sessantenne – conosciutissimo nella zona in quanto gestore del Caffè Letterario da ben 12 anni – ha deciso di farla finita perché non è riuscito a rassegnarsi all’evidenza. La dimenticanza gli è stata fatale: escluso dalla graduatoria dell’appalto per il rinnovo della gestione del “suo” Caffè Letterario perché nella busta mancava la fotocopia del documento d’identità. Tutto chiaro, il bando è bando, la norma è norma, il funzionario comunale fa il suo dovere. Quindi il gesto estremo. L’ennesima assurda tragedia di un’Italia prigioniera delle proprie follie amministrative, anestetizzata nella capacità dei suoi uomini di discernere ciò che è indispensabile da ciò che non lo è. Una gigantesca burocrazia assassina che ha sopito ogni sussulto, che ha disarmato e annichilito la società civile, che ha condotto le coscienze alla rassegnazione, che ha gettato questo Paese nel più profondo degli oblii.

Commenti

  • Foto di Gaetana Cuccurese

    Gaetana Cuccurese dice:

    Grazie Direttore per aver denunciato nuovamente l'annichilimento della sociatà cd. civile, causato dal'incapacitò di " discernere ciò che è indispensabile da ciò che non lo è". Non sono in grado di comprendere innanzitutto perchè il gestore, da ben 12 anni, di un caffè letterario di Pordenone, piuttosto che essere premiato per la lodevole iniziativa presa sia stato costretto a concorrere con altri per aggiudicarsi l'appalto per il rinnovo della gestione del " suo " caffè letterario. " Le norme sono norme e vanno rispettate " ma un caffè letterario verosimilmente nato per riscattare coscienze e territori dall'aridità e dall'oblio cui sono troppo spesso condannati non è un caffè qualunque e merita procedure a parte. Propongo alla Pegaso di istituire un caffè letterario telematico a memria dell'imprenditore ucciso prima che dalla follia amministrativa dalla nostra incapacità di riconoscere gli eroi tra la gente comune e premiarli per l'impegno profuso.

    20 Oct 2014 15:52
  • Foto di Antonio Derinaldis

    Antonio Derinaldis dice:

    Lascia sconcertato tutto questo. Follia ...solo follia.... Forse lo Stato oggi ha sulla coscienza un'altra vita spezzata....per un documento ....per un bando di gara... Incredibile...

    20 Oct 2014 15:59
  • Foto di Francesca Ciardiello

    Francesca Ciardiello dice:

    Un'Italia che oramai conta più vittime che successi! Troppa burocrazia, troppe tasse , come troppe sono le porte che noi Giovani Italiani troviamo chiuse per quanto riguarda il lavoro! Questa è un Italia che nn ci permette nemmeno più di sognare.... un'Italia che piange ogni giorno decine di vittime, vittime della crisi ,vittime di questa Politica sbagliata , vittime di una Nazione che non sentiamo più nostra!

    20 Oct 2014 21:56
  • Foto di Fabio Ruggieri

    Fabio Ruggieri dice:

    Oggi la burocrazia pesa come un macigno su ogni cittadino che per un motivo qualsiasi ha la sfortuna di doversi interfacciare con la pubblica amministrazione. Ma il danno maggiore si ottiene quando la burocrazia pesa sulle attività produttive. L'economia italiana è fortemente caratterizzata da una moltitudine di microimprese, realtà che spesso vedono fortemente limitata la propria libertà di iniziativa proprio dalle follie della macchina burocratica e, ovviamente, dai costi connessi ad essa. Citiamo qualche dato: Oggi avviare una nuova iniziativa imprenditoriale in Europa costa in media 400 euro, in Italia di Euro ce ne vogliono circa 2600! Ma questi costi abnormi non si traducono certo in velocità... E' vero che oggi, in un giorno, si può aprire una partita IVA, quando nel 2010 ci volevano 13 giorni, ma è anche vero che, quasi sempre, questo non è sufficiente ad avviare un'attività imprenditoriale. Occorrono le licenze e non sempre il comune ove si intende insediare l'impresa le rilascia, spesso più per tutelare corporativismi e realtà lobbistiche che per una gestione ottimale della distribuzione delle attività produttive. Occorre in seguito adempiere a tutta una serie di doveri, certificazioni, a volte passaggi realmente necessari altre un po' meno. Spesso anche per adempimenti banali, come l'attivazione dell'energia elettrica si impiegano tempi biblici. In Italia, al momento, perdiamo la bellezza di 6 mesi contro le due settimane della Germania. Tra l'altro, per pagare le tasse non basta, ahimè, sborsare i soldi, ci vogliono infatti circa 285 ore per adempiere a tutte le procedure connesse al pagamento (circa 35 giorni). Procedure così farraginose che, peraltro, difficilmente l'aspirante imprenditore è in grado di ottemperarle da se, ci vuole il commercialista, l'avvocato, il consulente del lavoro, il notaio, il medico del lavoro, tutte figure che, ovviamente, hanno dei costi che contribuiscono a pesare sulle imprese. Inoltre se per disgrazia l'imprenditore ha l'ardore di ambire a fondi comunitari per ammortizzare i costi iniziali allora inizia il calvario, a volte senza via d'uscita, che si traduce spesso nelle notizie giornalistiche "L'Italia non spende i fondi comunitari ad Essa destinati". Ma siamo davvero sicuri che la causa di questo sia da imputare solo all'inettitudine di certa classe dirigente? O peggio allo scarso spirito d'iniziativa degli italiani? Temo che spesso i bandi sono così contorti e vincolanti, che il soggetto che si avventura in questo percorso quasi sempre preferisce rinunciarvi. Così facendo si mortifica lo spirito imprenditoriale che contraddistingue gli italiani e, tra l'altro, è altamente scoraggiante nei confronti dei capitali esteri che preferiscono rivolgersi a Paesi con burocrazie assai più snelle e moderne come ad esempio lo Zambia o il Ruanda. Purtroppo non è una battuta ma dati certificati dalla Banca Mondiale.

    21 Oct 2014 11:24
  • Foto di Carmine Piscopo

    Carmine Piscopo dice:

    Anche questo è un incidente del futuro; siamo tutti a rischio di incidenti (non si tratta ovviamente di quelli materiali, anche se talvolta pungenti, bensì dei prodotti immateriali elaborati dall'uomo, sedicente onnipotente, ma sostanzialmente incompiuto ed imperfetto). E' la pretesa dell'uomo di realizzare l'autoperfezionamento assoluto. Nella storia dell'umanità, ogni volta che l'uomo ha lanciato tale sfida si è scontrato con l'incidente del futuro inatteso, imprevisto, inevitabile e, spesso, sotto gli occhi di tutti, in mondovisione.

    21 Oct 2014 11:50
  • Foto di Vincenzo Sirianni

    Vincenzo Sirianni dice:

    Come già denunciato dalla Gazzetta Forense relativa al periodo Marzo-Aprile 2014 il mondo (è ormai risaputo!) sta attraversando una crisi economica senza precedenti. L'Italia, ahinoi, si è trovata completamente impreparata a tale avvenimento. Questa impreparazione non è dettata dalla struttura economica che, a mio umile parere, è piuttosto solida ma da una crisi valoriale che attanaglia la nostra società e da una eccessiva burocratizzazione (conseguenza della predetta crisi). Ad oggi, l'unica possibilità per l'Italia è una determinata ed irremovibile "deregulation" che andrebbe a semplificare la pubblica amministrazione. Riferendomi, in particolare, all'evento oggetto dell'articolo del Dott. Pariota, voglio evidenziare il fatto che questo suicidio di Stato è, purtroppo, l'ultimo di una lunga serie. Per tal motivo spero che i nostri amministratori inizino a deburocratizzare il nostro ordinamento e comincino a mettere, finalmente, al centro di ogni tipo di procedimento, la PERSONA così come voluto dai padri fondatori della nostra Costituzione.

    21 Oct 2014 12:19
  • Foto di UniPegaso Messina

    UniPegaso Messina dice:

    Gli eccessi della burocrazia mietono vittime quotidianamente. I cittadini devono affrontare stress, lentezze con le relative conseguenze economiche… Problemi di ogni tipo insomma, anche per le cose più banali. E purtroppo nei casi più estremi, come in quello di specie. anche tragedie! Il caso di “Giovanni” è un simbolo da tenere a mente. Ci piacerebbe ricordarlo in Sicilia proprio come simbolo della mala-burocrazia da combattere, magari nell’ambito di un Caffè letterario, locus amoenus dell’uomo, colpevole solo di aver amato, fors’anche troppo, il suo bellissimo lavoro. Ci proveremo.

    23 Oct 2014 11:55
  • Foto di UniPegaso Messina

    UniPegaso Messina dice:

    Gli eccessi della burocrazia mietono vittime quotidianamente. I cittadini devono affrontare stress, lentezze con le relative conseguenze economiche… Problemi di ogni tipo insomma, anche per le cose più banali. E purtroppo nei casi più estremi, come in quello di specie. anche tragedie! Il caso di “Giovanni” è un simbolo da tenere a mente. Ci piacerebbe ricordarlo in Sicilia proprio come simbolo della mala-burocrazia da combattere, magari nell’ambito di un Caffè letterario, locus amoenus dell’uomo, colpevole solo di aver amato, fors’anche troppo, il suo bellissimo lavoro. Ci proveremo. Nanni Ricevuto

    23 Oct 2014 11:56

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