L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Slogan da recuperare”

16 Gen • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 2197 Letture • 1 commento su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Slogan da recuperare”

Mezza Europa scese in piazza scandendo con commozione e convinzione lo slogan “Je suis Charlie”. Quello slogan era la risposta compatta e decisa – all’indomani dei tragici fatti del 7 gennaio 2015 – alla brutale aggressione terroristica di matrice islamica nei confronti di un piccolo e poco conosciuto (fino ad allora) settimanale. Quello slogan ricordava a tutti noi che la mobilitazione per la difesa delle libertà è il miglior antidoto alla paura e il presidio ineludibile dei valori autenticamente democratici. Quello slogan gridato forte nelle strade ricacciava indietro ogni tentativo di riportare la nostra civiltà ad un nuovo oscurantismo. Stavolta, però, Charlie Hebdo ha “toppato”. La vignetta satirica che allude ai fatti di Colonia , richiamando la triste fine del bimbo migrante extracomunitario ritrovato morto sulla spiaggia turca di Bodrum, va ben oltre il seminato. Per il settimanale “cosa sarebbe diventato Aylan da grande? Un palpatore di sederi”. Non ci siamo. Qui non è in discussione la libertà di poter dissacrare ogni cosa, utilizzando anche le potenti e affilate armi della scrittura e del disegno. E non si tratta neppure di rimarcare che si è liberi sino a quando non si lede l’altrui libertà. No, qui è da rilevare l’assurdo scivolone etico nel quale sono incappati i responsabili del settimanale. Per riparare al quale occorrerebbe un intelligente dietrofront. Perché lo spirito di “Je suis Charlie” va recuperato in toto. E in gran fretta.

One Response to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Slogan da recuperare”

  1. Paolo ha detto:

    Condivido totalmente l’editoriale del Dir. Pariota e mi complimento per la sua lapidarietà.
    Per quanto mi riguarda, vorrei aggiungere: questo “scivolone”, proprio perché indiscutibile ed irreparabile, dovrebbe mettere in chiaro l’eccesso di radicalità del dissacrare quale fondamento della satira di Hebdo. (Dico “dovrebbe”, perché personalmente – con tutto il rispetto per la libertà del pensiero e della sua espressione! – ho sempre nutrito questa “pregiudiziale” nei confronti del suo giornale satirico, fondato soltanto sull’ansia del distruggere).

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