L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Se ne è andato l’uomo dei diritti”

24 Giu • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1692 Letture • 3 commenti su L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Se ne è andato l’uomo dei diritti”

Quattro mesi fa un insigne giurista, raffinato intellettuale e gentiluomo, onorava il nostro ateneo con una Lectio Magistralis su “Dignità e Diritti” nel corso della cerimonia di consegna delle pergamene di laurea. Combatteva già allora con il male che ieri ce lo ha portato via, nonostante l’arguzia delle sue osservazioni confermasse la straordinaria lucidità di pensiero.

Il padre del diritto di avere diritti, lo strenuo propugnatore dell’estensione delle libertà, il difensore dei diritti fondamentali contenuti nella carta costituzionale, parlò in quella sala gremita con la consueta pacatezza ed umiltà senza che l’autorevolezza delle sue parole cedesse di un millimetro alla retorica.

Stefano Rodotà, uno degli ultimi grandi pensatori laici del Novecento che in tanti avrebbero voluto al Colle dopo la presidenza di Giorgio Napolitano, lascia un vuoto difficilmente colmabile.

Che la terra gli sia lieve, come il messaggio che ha lasciato alle nuove generazioni.

3 Responses to L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Se ne è andato l’uomo dei diritti”

  1. Alessandro Bianchi ha detto:

    Caro Direttore, mi associo al tuo messaggio.
    Con Rodotà perdiamo uno degli ultimi grandi intellettuali laici, un giurista insigne, un politico appassionato, strenuo difensore dei diritti civili.
    La Lectio tenura da noi che he hai ricordato ne è stata una grande dimostrazione. Domani andrò a rendergli l’ultimo omaggio alla Camera.

  2. Mario Palmiero ha detto:

    Quando si pensa a giuristi della statura del Professore Rodotà ci si immagina personaggi severi e all’antica, assisi sui propri scranni a pontificare di leggi e diritti.
    Niente di più lontano dalla realtà.
    Nel poco tempo che ho avuto il piacere e l’onore di condividere con lui ho scoperto – oltre che una persona splendida – un uomo incredibilmente moderno, proiettato al futuro e alle nuove tecnologie tanto da convincersi, primo fra tutti, della necessità di dare una regolamentazione giuridica ad un qualcosa che con tanta forza entra quotidianamente nella vita delle persone.
    E così il 28 luglio 2015 la Magna Charta diventa realtà e Rodotà passa alla storia come il “Padre dei diritti costituzionali del web”; 14 articoli dedicati alla tutela dei diritti già esistenti, nel nuovo contesto del web e del governo della rete. Il suo più grande lasciato per le generazioni future.
    Grazie Professore, che la terra ti sia lieve.

    • roberto ha detto:

      Come studioso ha sempre cercato con i fatti e non solo con le parole a migliorare il diritto vivente anche se è sempre stato bersaglito ingiustamente in alcune sue vedute controcorrrente, il confronto nella cultura del diritto ci permette di analizzare alcuni pensieri che solo il tempo ci dirà se sono di spessore o parole al vento. Come ricercatore posso dire che il Prof. ha lanciato le sue idee a noi studiosi del diritto, poi spetta a noi prendere conoscenza di questi valori e continuare a dare il nostro contributo dove lui ha aperto una strada.
      Condifido con lei Direttore che noi studiosi abbiamo perso una persona di spessore che sapeva quello che diceva e sapeva farsi sentire.

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