L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Operazione de-radicalizzazione”

4 Nov • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1482 Letture • 1 commento su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Operazione de-radicalizzazione”

Con una decisione senza precedenti il Tribunale di Bari ha disposto nei confronti di un 42enne pugliese – indagato per terrorismo internazionale di matrice islamica – la misura della sorveglianza speciale unita al divieto di utilizzare il web per due anni, nonché di frequentare un corso di de-radicalizzazione.

In altri termini, un percorso socio-culturale-giuridico concordato con l’Università di Bari che prevede approfondimenti sui concetti di democrazia e sui risvolti penali di alcune condotte come i maltrattamenti familiari o le mutilazioni rituali (si legge che il soggetto indagato avrebbe voluto praticare alla figlia l’infibulazione).

L’iniziativa dei giudici baresi – destinata a far discutere quanto si vuole – ha l’indubbio pregio di aver individuato un obiettivo semplice e chiaro: il recupero sociale di chi è finito nella rete affabulatoria del fondamentalismo islamico e che – molto probabilmente – neppure conosce l’Islam in quanto costruzione religiosa. La scommessa è ad alto rischio.

Se l’operazione de-radicalizzazione si risolvesse in un fiasco darebbe ragione a quanti, in via preventiva, spedirebbero senza mezzi termini questi potenziali stragisti nelle loro patrie galere. Gettando via la chiave

One Response to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Operazione de-radicalizzazione”

  1. Mario Palmiero ha detto:

    Conosco tanti genitori che sarebbero davvero interessati, per i figli, a sapere come si fa ad impedire l’accesso ad internet per due giorni, figuriamoci per due anni.
    A parte le facili battute, a me sembra un’iniziativa assolutamente elitaria e destinata al fallimento, messa in piedi per guadagnare un po’ di visibilità e cavalcare l’onda del buonismo a tutti i costi sotto la quale, moriremo tutti affogati.
    Una persona accusata di terrorismo non è uno che ha “equivocato” l’islam o che poveretto “non conosce le leggi italiane”. E’ semplicemente un criminale – e della peggior specie perché un fanatico – e lo sarebbe in Italia come nel suo paese come in qualsiasi altra parte del mondo. E come tale va trattato.

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