L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Ogni mondo è paese”

11 Nov • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1643 Letture • 1 commento su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Ogni mondo è paese”

Di certo Luke Tang – turista di origini asiatiche in vacanza a Venezia – non passerà alla storia come il più disattento degli avventori. La pressione arteriosa deve essergli salita di botto alla vista del conto da 560 euro per un pasto a base di pesce consumato insieme ad altre due persone.

Proteste a go-go, poi carta e penna per rappresentare al sindaco della Serenissima – che ha risposto per le rime – la propria indignazione. Banale divergenza di opinioni, si direbbe. E invece no.

Perché nella querelle è sceso in campo nientemeno che il quotidiano britannico Independent che non solo ha difeso il turista (che risiede in Inghilterra), ma ha stilato un vademecum in 7 punti su come “non venir spennati in vacanza in Italia”.

E giù il cahier de doléance sulle italiche furberie in materia di ristorazione, per finire con tanto di raccomandazione: ordinare pesce con molta attenzione in quanto si è alla mercé dei ristoratori. Il che è in parte vero ed è giusto che i controlli si moltiplichino. Però siamo seri: in tutte le città del mondo – alcune neppure lontanamente paragonabili alla bellezza delle nostre – accadono “stranezze” intorno al cibo.

Se poi il turista s’illude che un’aragosta a piazza San Marco a Venezia oppure un caffè nella piazzetta di Capri possano costare una manciata di euro, ha sbagliato Paese.

One Response to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Ogni mondo è paese”

  1. Mario Palmiero ha detto:

    Certamente è da sciocchi girare il mondo come degli sprovveduti, senza criterio ed un minimo di cognizione dei posti che si va a visitare. E’ anche vero però che ci vogliono maggiori controlli a tutela dei turisti.
    Per esempio, è proprio di Venezia il caso portato alla luce lo scorso anno dalla nota trasmissione “Report” dove un gruppo di ristoratori faceva pagare ad ogni cliente presumibilmente non del posto (se italiani, lo capivano dall’accento) prezzi maggiorati quasi del 100%.

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