L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Maschietti, gambe chiuse sui mezzi pubblici”

10 Giu • L'editoriale del Direttore, News, Primo Piano • 1118 Letture • 8 commenti su L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Maschietti, gambe chiuse sui mezzi pubblici”

Si chiama “manspreading”, ossia la cattiva abitudine di starsene stravaccati a gambe aperte sui sedili di un tram o di una metro. Una sorta di antropologica inclinazione del genere maschile verso forme di prevaricazione machista o, più semplicemente, una manifestazione di scarsa educazione.

Solo che – stavolta – le agguerrite attiviste del gruppo madrileno “donne in lotta e madri stressate” sono passate dall’insofferenza ai fatti: hanno chiesto e ottenuto che le autorità municipali di Madrid vietassero ai maschietti tali atteggiamenti indecorosi sui mezzi pubblici configurandone addirittura il reato di molestia. Le donne spagnole in questa agguerrita battaglia di antico stampo femminista sono in buona compagnia; la declamata invasione machista dello spazio (e della vita) sarebbe da tempo già avversata in Giappone, Stati Uniti, Turchia e Regno Unito. Noi nulla sapevamo.

Sballottati nel quotidiano serraglio dei vagoni di una metro – talvolta in pieno inferno dantesco – abbiamo altro su cui meditare. Non ce ne vogliano le mujeres madrilene, ma credo che le conquiste di genere dovrebbero basarsi su indicatori meno stravaganti.

8 Responses to L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Maschietti, gambe chiuse sui mezzi pubblici”

  1. ameriga ha detto:

    Io sto con le mujeres madrilene. Si comincia anche dalle piccole cose e non mi sembrano stravaganti, bensì fastidiose..

  2. Loredana ha detto:

    La trovo una lodevole iniziativa e intelligente conquista.
    E per quanto possa sembrare, stravagante non lo è. Ho sempre nutrito un certo fastidio nel notare la postura cui spesso si lasciano andare certi uomini/ragazzi. Fastidio analogo alla innaturale “torsione” che certe donne mettono in atto per mostrare le loro curve (davanti o dietro che siano).
    La ritengo una arcaica e animalesca abitudine, che credo abbia fatto il suo tempo.
    L’attribuzione sessuale può essere più consapevolmente gestita e mostrata, magari, con iniziative più carismatiche e intellettualmente più interessanti, piuttosto che volgarmente “sbattuta in faccia a chi guarda” (perchè, diciamocelo, è proprio quello l’obiettivo, inconscio o no).
    Leggo sempre volentieri e con interesse i suoi editoriali, ma questa volta devo “riprenderla” su due punti almeno: le battaglie per i diritti delle donne non saranno mai e purtroppo vetuste, e il fatto che “noi non ce ne fossimo accorti” (io si…) non significa che il problema non esista: eravate solo distratti.
    E d’accordo con AMERIGA, “Si comincia anche dalle piccole cose…”.
    Grazie per la conversazione.

  3. Roberta ha detto:

    Quando mi capita di prendere la metro ed ho vicino un cosce aperte gli chiedo di stare seduto in maniera consona facendo il gesto di chiudere ste cosce. Tutti sgranano gli occhi e fanno finta di non capire…

  4. Flavia ha detto:

    Purtroppo si è costretti a fare leggi dove il buon senso (e due belle sberle di mamma’ in età giusta…) non sono mai arrivati!

    • roberto ha detto:

      Il legislatore nel dettare il proprio diritto su questioni di buon comportamento significa che non esiste una democrazia in Italia per la libera espressione, nel leggere le risposte date dai partecipanti al dibattito, come studioso del diritto, legiferare su un comportamento che non costituisce reato e legiferare sulle cattive abitudini di come stare composti, significa che il legislatore si sostituisce al genitore che non sa educare il proprio figlio, in questo caso la figura della mamma e del papa’ diventa superflua. e nel pensare di legiferare la male educazione significa che tutto quello che educa sia nella scuola, nella famiglia e nel dopo scuola e da rivedere perche vi è un problema nella società che è la violenza giovanile, che è uno stadio superiore al non sistemarsi nel modo educato nel stare seduto. Lottare per le cose giuste e un traguardo ma lottare per il superfluo e solo una perdita di tempo.

      • Loredana G. ha detto:

        Lei sarà pure uno “studioso del diritto”, ma parla un italiano terrificante.
        Il primo periodo deve attendere quasi 30 righe e troppe coordinate e subordinate, per arrivare al punto e a capo.
        Prima di pontificare su ciò che lei ritiene una “perdita di tempo”, impari ad esprimersi in un italiano comprensibile.

  5. Mario Palmiero ha detto:

    Gambe aperte, postura, linguaggio, modi. Alla fine è solo questione di educazione e ha ragione Flavia, ci volevano due sberle di mammà. Nel caso delle gambe, poi, è frequente che la volgarità si accompagni alla diseducazione. Da noi questa cosa non è arrivata, ma a voler fare una battuta ci sarebbe da dire che magari avessimo tanto spazio da poterci sedere così… prendete la metro a Napoli alle 8 del mattino, il più delle volte siamo come sardine!

  6. Elio Pariota ha detto:

    Gentilissime Loredana e Ameriga, provo a precisare meglio il mio pensiero. Chi scrive è assolutamente favorevole al riconoscimento dei diritti delle donne; solo che qui il tema è altro. Non sono in discussione quei diritti, ma la pretesa di ricondurre ad essi comportamenti rientranti nel più banale ambito della cattiva educazione. L’osservanza di regole non scritte improntate al decoro e all’eleganza – in privato come in pubblico – appartiene alla civiltà di un popolo e le si introduce come modello educativo sin dall’infanzia. Chi le contraddice è semplicemente maleducato. Il sessismo e i diritti delle donne, in questo caso, c’entrano davvero nulla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Post Correlati

« »