L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Ma questa Europa dov’è?”

9 Set • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1489 Letture • 3 commenti su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Ma questa Europa dov’è?”

Ho sognato di fare un viaggio tra Barcellona e l’Andalusia con la famiglia e con amici. In un ristorante mi fregano il borsello con cellulare, contanti, carte di credito, documenti… insomma mi privano della mia identità. Denuncio il tutto ad un sonnacchioso presidio di Polizia catalana allegando pure il filmato del borseggio grazie all’ausilio delle telecamere interne al locale. Mi aspetto un intervento celere. Nulla di nulla.

La burocrazia italiana al cospetto di quella iberica ha il turbo incorporato. Mi illudo di trovare conforto nel nostro organo consolare che potrà agevolmente attestare la mia condizione di derubato, accertare le mie generalità e conferirmi un documento che mi permetta di essere in regola, di noleggiare un’auto, di recarmi in albergo e di continuare la vacanza. Macché! Il permesso di circolazione vale 7 giorni; tuttavia quando giungerò a Siviglia non potrò rinnovarlo per analogo periodo in quanto il consolato italiano sarà chiuso per 15 giorni (che si sommano ad altri 15 di chiusura nel mese di luglio).

Senza contare che nessun permesso potrà essere accordato per noleggiare l’auto, peraltro già prenotata alla partenza. Fortuna vuole che dall’Italia mio fratello mi spedisca per tempo il passaporto permettendomi di rientrare.

Nella tanto decantata Europa di Schengen, ad appena due ore di aereo da casa, un cittadino vittima di un furto si trova a vivere una condizione di parossistico disagio stante la totale e vergognosa inerzia delle istituzioni locali e di quelle deputate a rappresentare il nostro Paese all’estero.

Altro che sogno. Quest’estate ho patito sulla mia pelle la disillusione di vivere in un sistema che di integrato e di sicuro ha soltanto la velleità di diventarlo.

3 Responses to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Ma questa Europa dov’è?”

  1. Federico Concas ha detto:

    Caro Elio come ben sai conosco benissimo la Catalunya e meglio ancora Barcelona ! Purtroppo io che vivo davvero l Europa a noi all estero ci schifano ! Abbiamo una pessima immagine grazie alla nostra classe politica, ai vari libri di camorra, eccetera eccetera ! Io sai perche mi salvo ? Perche ho il cognome spagnolo ! Per questo mi trovo bene ! Ps la prossima volta che vai in Spagna o meglio in Catalunya Avvisami ! Un Abbraccio Federico

  2. Antonio Derinaldis ha detto:

    Buongiorno Direttore, è un’Europa strana quella che si sta costruendo, non certo quella che voleva De Gasperi.
    Senza andare troppo lontano il 30 agosto scorso mi hanno clonato il bancomat e ho scoperto il 7 settembre scorso che il prelievo è stato effettuato nelle Antille Olandesi, in particolare nell’Isola di Aruba. Isola che si muove sotto il diritto dell’Unione Europea ma che non fa circolare l’euro subendo io altri costi di commissione in sede di prelievo di chissà quali furfanti. L’Italia è Europa….ma così proprio non va bene. Giusto il titolo del tuo editoriale: “Ma questa Europa dov’è?”.
    Antonio Derinaldis

  3. Marco ha detto:

    Caro Elio, La storia dell’ europa che segue è una lunga e triste lista di vittime del sistema creato per incastrare i poteri dominanti sempre piu’ forti, a latere il popolo che subisce.
    Senza contare poi le privazioni dei nostri sogni, come e’ avvenuto al nostro amico, che di colpo avra’ pensato di essere tornato indietro nel tempo, passando dalla porta dello stargate, vista la lentezza dormiente degli operatori.
    Visti i tempi in cui viviamo, il nostro amico puo’ ritenersi fortunato perche’ non ha incontrato
    attacchi terroristici.
    Alcuni quotidiani sostengono che soltanto nella prima metà del 2017, in Europa, sono stati compiuti o sventati attacchi terroristici mediamente ogni nove giorni.
    Mi piacerebbe sognare
    Di possedere la password per attraversare la porta dello stargate ogni qualvolta dovessi trovarmi nelle condizioni del nostro amico.
    Evviva questa europa che non abbiamo ancora capito.

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