L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Il Nemico in casa”

14 Nov • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 4531 Letture • 17 commenti su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Il Nemico in casa”

Scrivo mentre le immagini degli attentati di Parigi scorrono sul video. E’ un’odissea. Centinaia di morti e feriti, vittime di azioni terroristiche coordinate da menti tutt’altro che sprovvedute. Qualcuno ha ricordato le parole di Oriana Fallaci: “Non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici”. Eppure tra le fila di coloro che inneggiano alla Guerra Santa vi sono non pochi occidentali. E’ la prova di un disegno molto più complesso che mira a delineare su scala planetaria inediti rapporti di forza e a costruire un nuovo ordine mondiale. Dietro tutto questo c’è l’Isis e soltanto l’Isis? Non lo crediamo. Dietro gli attacchi di Parigi c’è tutto il retroterra di contraddizioni della nuova politica di potenza versione post-duemila. Il nemico in casa mette a nudo l’inadeguatezza dei massimi organismi internazionali nell’affrontare con lucidità la questione mediorientale e l’instabilità dei Paesi della riva sud del Mediterraneo. La paura e l’orrore sparato in casa dalle immagini cruente della tv ha un solo scopo, e ben preciso: quello di farci perdere le certezze sulle quali – dal secondo dopoguerra ad oggi – è stata edificata una società imperniata sui valori della libertà, della tolleranza, della democrazia. E’ troppo facile invocare soluzioni militari immediate; ma su quale terreno, con quali mezzi e – soprattutto – contro chi? Oggi è il momento del cordoglio. Ma da domani le azioni di intelligence dovranno gioco forza essere potenziate. Perché il terrorismo non aspetta. Le minacce di colpire a breve Roma, Londra e Washington vanno prese molto sul serio.

17 Responses to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Il Nemico in casa”

  1. daniela caruso ha detto:

    Si raccoglie cio” che si semina. Resta l’orrore per decine di vittime innocenti che non hanno mai giocato a dadi con la testa di Assad, ne si sono arricchiti vendendo armi ad alcuni. Mettere in pericolo il proprio paese in questo modo per i propri interessi e’ scellerato ed irresponsabile. Questo e’lo stesso orrore che da quasi cinqie anni stanno vivendo i popoli di quelle terre dilaniate, ma era tutto troppo distante per poter veramente comprendere. Un lutto disperato, un orrore che non si puo assolvere mentre mi viene in mente la immediata “”messa in sicurezza””di Hollande.

    • ANGELA ha detto:

      SIAMO TORNATI AL PERIODO DELLE CROCIATE.

    • Sabino ha detto:

      Purtroppo la sicurezza nn va mai di pari passo con la libertà. Per combattere una guerra sporca come questa bisogna sporcarsi le mani…

    • Anne Drerup Giliberti ha detto:

      E’ difficile capire come mai sia possibile accumulare tanto odio per commettere crimini del genere. Per combattere un fenomeno come l’ISIS sarebbe, a mio avviso, affrontare tre problemi:
      1. Chi è nostro nemico e chi non lo è? Questa domanda vale anche all’interno del nostro paese. Dovremmo capire che questa è, prima di tutto, una guerra di religione e di potere all’interno del mondo islamico. Dire che tutti i musulmani sono colpevoli è altrettanto sbagliato che affermare che nessuno lo è, e rischia di fare un favore all’ISIS.
      2. Dovremmo fare uno sforzo per conoscere le conseguenze della politica occidentale in tante parti del mondo, in particolare nel Medio Oriente da oltre 100 anni.
      3. Non sarebbe la cosa migliore se, in questi giorni, sotto l’effetto di quanto è successo a Parigi, ci chiedessimo come UniPegaso: come possiamo contribuire noi per intensificare e migliorare il dialogo con le altre culture, anche all’interno del nostro paese? Che cosa possiamo fare per i rifugiati e i nostri connazionali svantaggiati? In che modo possiamo contribuire, anche con piccoli gesti, a dare il nostro contributo? Sono sicura che non mancano gli spunti.

      Cordiali saluti
      Anne Drerup Giliberti

  2. Max ha detto:

    È solo dietrologia oppure corre la necessità di rivedere, in profondità, modelli culturali, economici, sociali. Io direi basta con la «politica» della sopraffazione, dell’inganno, dell’egoismo. Modificare l’indole genetica dell’uomo è ora un fatto non più rimandabile: devono essere altri i valori a fondamento della sua esistenza.

  3. Veronica Casertano ha detto:

    Aspettiamoci di tutto da queste persone…non hanno paura nemmeno di perdere la loro stessa vita,anzi,il loro scopo di vita è quello di “morire” attraverso l’uccisione dei “miscredenti” . Chiudere le frontiere è oramai un gesto inutile dato che i loro figli frequentano le nostre scuole e le loro mogli fanno la spesa nel supermercato accanto casa nostra. Ci è rimasta la Fede credo affinché tutto ciò possa un giorno avere fine.

  4. Alessandro ha detto:

    “E’ troppo facile invocare soluzioni militari immediate; ma su quale terreno, con quali mezzi e – soprattutto – contro chi?”
    Il terreno è lo Stato Islamico tra Siria e Iraq. I mezzi sono i soldati… tanti soldati (aerei e drone non sono sufficienti).
    I responsabili sono i leader ISIS che inneggiano alla guerra santa dai loro territori, che commerciano petrolio sul mercato nero, che amministrano le popolazioni residenti, che trafficano armi, che addestrano terroristi.
    L’alternativa è andare in TV o scrivere editoriali per continuare a chiedersi le solite domande facendo finta di non sapere le risposte.

    • luca strano ha detto:

      i kamikaze si fermano. Sono esaltati ma non sono stupidi. La storia ce lo ha insegnato. Basta ricordare il Giappone, probabilmente sarebbe ancora a far esplodere le navi nemiche con i kamikaze. Due bombe atomiche e tutto è finito. Se si pensa di bombardare e distruggere qualche campo siriano siamo fuori strada. Una bomba atomica e cancellare Damasco dalla faccia della terra. Per iniziare. Dopo un mese i terroristi verranno in ginocchio a chiederci scusa. Queste mie parole possono sembrare dure, o razziste, ma io non sono ne duro ne razzista. Sono un semplice cittadino che vorrebbe vivere nella tranquillità della esistenza quotidiana.

  5. stafania ha detto:

    …siamo nel mirino di chi crede che la propria forma di “libertà ” e” autorevolezza” debba essere professata con la piena libertà di decidere chi e quando chiunque , può smettere di vivere,….
    …siamo in una società , in cui i valori per cui ognuno di noi ha lottato, per avere e tenere saldi, inizino invece a sfaldarsi temendoci a vicenda….siamo omofobi…tutti e di tutti…… e tutti…siamo della povera gente, in fondo, che ha ancora la fortuna di scrivere così , come in questo momento, sperando che domani un pazzo non si svegli e decida di porre fine alla nostra vita…..tanto sgomento e tanta rabbia….ma sopratutto tanto dolore nel cuore, per chi ogni giorno lascia non volontariamente la nostra terra……

  6. luca strano ha detto:

    L’editoriale e le risposte contengono tante parole. Come diceva Mina, parole, parole, soltanto parole. Sono stato in dubbio se commentare o meno l’editoriale perché ho sempre in testa una frase molto cara al politico Andreotti: non è importante che parlino bene o male di noi, l’importante è che ne parlino. L’isis ha colpito non il potere politico, ne quello economico. Hanno colpito le persone, la vita di tutti i giorni. Il loro scopo è quello, creare strategia di terrore, fare in modo che le persone abbiano paura ad andare allo stadio, al cinema, al ristorante. In questo modo si crea il terrore in tutta la popolazione. Paradossalmente tutto quello che scriviamo, che pubblichiamo sui social, tutte le iniziative pubbliche giocano a favore dell’isis. Non è possibile non parlarne ignorare tutto, ma più ne parliamo e più sono contenti. Stiamo a discutere sul modo come fermarli, e si sentono da ogni parte proposte, parole, discorsi più o meno campati in aria. La storia si ripete, e questo lo abbiamo sempre saputo. I Romani dicevano: si vis pacem para bellum. Questo terrorismo non si combatte con le parole, con la chiusura delle frontiere, con i controlli. Dobbiamo avere il coraggio di dire quello che pensiamo, e che a volte non manifestiamo per paura di passare da razzisti. Sappiamo tutti bene che sarebbe impossibile controllare o perquisire i milioni di persone che volano da una nazione all’altra, o che passano la frontiera con auto, camion o altri mezzi. È arrivato il momento di usare il pugno duro. Riprendo le parole di Oriana Fallaci, non tutti gli islamici sono terroristi, ma tutti i terroristi sono islamici. Purtroppo è impossibile espellere tutti i cittadini extracomunitari perché le leggi lo impediscono, ma almeno dovremmo intensificare i controlli. Capita spesso che carabinieri o polizia fermino le auto o le persone a piedi per normali controlli, succede quotidianamente a tutti noi. Per prima cosa potremmo chiedere alle forze dell’ordine di fermare tutti i cittadini non italiani, indistintamente, e di non limitarsi al controllo di patente e libretto, ma perquisire, contattare la centrale per avere informazioni, fargli sentire la pressione dei controlli. Sarebbe solo un inizio, un modo legale e non violento per mettere dei paletti e far vedere che non siamo un popolo di sprovveduti. Logicamente dovremmo anche riaffermare la nostra identità e far valere le nostre leggi. Se io entro in un negozio con il casco vengo multato, ma se una donna (o un uomo?????) entra in un negozio con il burqa nessuno gli dice niente. In pakistan se uno esibisce un crocifisso viene arrestato. Perché noi dobbiamo accettare gli altri simboli religiosi? Il nostro lassismo e la nostra eccessiva libertà rischiano di diventare la nostra condanna a morte.

  7. Piera P. ha detto:

    Odio.ancora odio.sempre. odio. Orribile il sapore dell’oppressione: immagini molteplici di volti sconvolti, sguardi smarriti, cuori impauriti, anime sofferenti, lacrime avvilite. Scene cruente, atti indelebili, fatti purtroppo già vissuti. Questa volta, però, si è fermata anche la musica! Ma non posso fare a meno di domandarmi il perché!!!? Scenari geopolitici che cambiano in modo coatto, studio di pianificazioni e strategie sempre e solo per l’affermazione selvaggia del potere, azioni celate dietro false guerre di religione, follia pura, culture diverse a confronto anzi a scontro. Mi chiedo dove e come trovano un dialogo due filosofie agli antipodi: da un lato una civiltà che tollera fin troppo e dall’altro chi non concepisce valori, alla base di una società civile, come libertà, rispetto, cultura. E ciò che resta è la paura, semplice e sola paura, paura di poter vivere con serenità un attimo di quotidianità in mezzo alla gente. Non so dire contro chi ma, anche se fa tremare solo il suono della parola, bisogna ammetterlo: è guerra. Si continuano le regolari attività ma si spengono i colori della vita, le emozioni si permeano di amarezza, la soglia della razionalità sbiadisce, il ritmo dei battiti diventa irregolare. La consapevolezza della realtà arriva, si siede, si massifica, cresce la coscienza che esiste un cancro sociale. In questa logorante e buia tristezza un pensiero va alle vittime di questa illogicità, e a Valeria, italiana, figlia dell’ipocrito cosmopolitismo, studentessa, tra mille difficoltà, che sulle note di una sua passione ha dovuto salutare il mondo per menti logorate dal terrorismo. Un abbraccio a te: ‘semplicemente una di noi’.

  8. Alessandro Rossi ha detto:

    Ci hanno tolto la possibilità di Votare, ora ci tolgono la possibilità di Difenderci
    Se in una società è possibile che dei poveracci vadano in giro ad ammazzare la gente
    e, alla stessa gente ammazzata non viene erogata formazione sull’autodifesa
    oppure negano il porto d’armi… quando i politici invece hanno la scorta…
    ecco questa società è povera quanto gli stessi poveracci che si fanno saltare in aria
    e non si dovrebbero più’ pagare tasse fino a quando a scuola non insegnano autodifesa
    ed al capofamiglia incensurato sia possibile avere il porto d’armi e costringerlo ad andare al poligono almeno una volta all’anno!
    il resto sono parole che non migliorano la conduzione delle gente… inerme quanto impotente!!!

  9. Antonio Derinaldis ha detto:

    Oggi per le strade di Roma non ho visto sicurezza e né i 700 militari. Forse sono diventato miope…Intanto il dolore ci accompagna….E’ ora che l’Islam Moderato faccia sentire la sua voce, altrimenti di “moderato” non c’è nulla.
    Antonio

  10. piscopo carmine ha detto:

    Caro Direttore,
    l’incidente del futuro” è sempre sospeso sull’umanità, perchè le appartiene, spesso con le conseguenze dell’inaudita ferocia che ottenebra menti fanaticamente imbottite ed addestrate come belve inferocite. Solo il Signore della storia può guidare, in evenienze estreme, le menti insipienti e miopi dei dei grandi responsabili della pace nel globo.

  11. Santo Antonio ha detto:

    La cosa ”simpatica” è vedere in alcune trasmissioni televisive il ripetersi di abominevoli ricette di alcuni sapienti politici e non che hanno le soluzioni in tasca sul come combattere questa, come dice giustamente il Papa, terza guerra mondiale. Ritengo personalmente che solo trasmettendo ai nostri figli sana cultura possiamo dare un buon contributo. Certo non è con il tradire le nostre tradizioni cristiane che facciamo un buon servizio. L’abdicare alle certezze della fede nelle nostre scuole è un ottimo assist alla violenza. Accoglienza si ma con rispetto. Quando andiamo all’estero mi pare che dobbiamo accettare le tradizioni dei paesi ospitanti. In Italia non è purtroppo così.

  12. Adriano ha detto:

    Queste persone sono morte per la violenza barbara dei fondamentalisti islamici. Gente senza scrupoli, gente senza dignità, gente senza ragione. Sono governati dall’odio e dall’ignoranza ma soprattutto da un ideale sbagliato. La religione dovrebbe portare pace e unione invece come al solito l’uomo ha travisato i sui messaggi, violando e negando i diritti principali per ogni essere umano : la vita e la libertà che ci appartengono ci sono state tolte e adesso viviamo nel terrore quotidiano di un altra tragedia. Governi che si fingono dalla parte del popolo impaurito ma che in realtà fa i propri interessi e quando gli conviene scarica la colpa all’immigrazione dopo averla fatta entrare senza un minimo di accuratezza. Non si può negare la possibilità che l’isis sia infiltrato anche all’interno dei flussi migratori ma pensarci adesso è troppo tardi. C’è troppa corruzione e troppo menefreghismo. E fino a prova contraria gli attentatori erano già dentro casa nostra da un bel po’ di tempo.

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