L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Il contagio della follia”

6 Mag • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 2233 Letture • 5 commenti su L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Il contagio della follia”

Non sappiamo se il 21enne russo Philip Budeikin – attualmente dietro le sbarre con l’accusa di istigazione al suicidio – sia stato per davvero l’ideatore del macabro gioco denominato “Balena Blu”.  Se così fosse, l’augurio è che rimanga in gattabuia per sempre.

Parrebbe che le vittime della sua “prodigiosa” idea siano salite a 130, tutte adolescenti, dalla Russia all’America Latina passando per l’Europa, con Spagna, Portogallo e Francia tra i Paesi più esposti al contagio.

Proprio così, un contagio della follia. Un “gioco” tanto stupido quanto pericoloso che prende di mira ragazzi inclini alla depressione. La sequenza è degna di un film horror: 50 prove totali, le prime di solito inoffensive poi via via più tristi, autoflagellanti, fino all’incitazione al gesto estremo; come la balena blu che si dà la morte spiaggiandosi.

Che ci siano sette segrete (si parla di una fantomatica F57 nata in Russia) o altro dietro questa demoniaca catena del suicidio, non è dato sapere. Resta sullo sfondo la conferma di un malessere profondo e oscuro che attraversa gran parte di questa gioventù globalizzata. La cui smisurata fragilità talvolta finisce preda di reti social presidiate da menti autenticamente assassine.

5 Responses to L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Il contagio della follia”

  1. Giovanni ha detto:

    La colpa del russo Philip Budeikin è innegabile ma i veri decerebrati sono quelli che vi partecipano. Se una qualsiasi persona mi dicesse di suicidarmi, l’unico a lasciarci le penne sarebbe probabilmente quella persona e non io. Se un ragazzino decide di dargli retta la reponsabilità è solo e soltanto sua (del ragazzino, intendo). Ovvio che quel tizio merita di essere assicurato alla giustizia, ma questo non cancella il fatto che i veri idioti siano i giocatori.

  2. Mary ha detto:

    Non capisco però cosa vinca la povera vittima.. la morte? Tanto vale ammazzarsi subito! Di motivi stupidi per morire l’essere umano nel tempo ne ha trovati sempre molti, per esempio ai terroristi musulmani facendosi saltare in aria in mezzo alla folla viene assicurato il paradiso con tanto di vergini a sua disposizione ecc ecc (poi dice che l’uomo si differenzia dagli altri animali per l’intelligenza).. vabbè! Ma comunque, in questo gioco manca la carota! Tutte queste prove per poi ammazzarsi? Non godere neppure del fatto di essere riuscito a superarle tutte e farsi bello o bella nei confronti di chi si è fermato prima o dimostrare a se stessi di essere dei superman?!

  3. Francesca ha detto:

    Se non avete mai superato depressioni parlate di niente.. e non c’entra niente l’intelligenza, anzi.. Non è questione di giustificare ma di comprendere il vuoto che stiamo diffondendo attraverso il dio denaro, sappiamo benissimo che in Africa e nei paesi poveri non si possono permettere il suicidio, non li sfiora nemmeno, così come non vi sfiora nemmeno il pensiero che cattiveria e ignoranza sicuramente non si suicidano.. chi vuole capire…

  4. Mario Palmiero ha detto:

    Parrebbe che uno degli ideatori del gioco, il ventunenne Filipp Budejkin, arrestato dalle autorità russe lo scorso novembre, abbia affermato di avere creato il gioco della Balena Blu per separare la “gente normale” da coloro che ha definito “immeritevoli rifiuti biologici”, lasciando intendere essere “rifiutati biologici”, appunto, i ragazzi che si lasciano irretire.
    Ora, mi chiedo a questo punto come si consideri lui stesso…

    • roberto ha detto:

      se dietro un ragazzo o dei ragazzini vi sono genitori che instaurano con i loro figli un colloquio su determinati argomenti, il pericolo diviene solo l’indifferenza dei genitori, il non amore che loro danno e tutto quello che porta il ragazzo o dei ragazzini a scegliere il non avere altro che mettere queste prove suicide al posto del vuoto che la famiglia gli crea con il loro comportamento. Vivere con amore non porta il non vivere con delle prove suicide.

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