L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Generazione Z, così fragile e impaurita”

29 Lug • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1704 Letture • 3 commenti su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Generazione Z, così fragile e impaurita”

Ansia e incapacità di gestire le sconfitte. Per il 10 per cento degli studenti italiani di età compresa dai 14 ai 19 anni il ricorso a calmanti ed ansiolitici è diventata una preoccupante regola. Al punto di sottrarli di nascosto ai genitori.

La ricerca condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza su un campione di 8mila studenti lascia pochi dubbi: la Generazione Z, che comprende i nati dal 1995 al 2010, si riscopre fragile e impaurita.

Qualche psicologo ha già chiamato in causa le eccessive coccole di mamma e papà, i pochi “no” dispensati pur di accontentare la prole, e perfino l’utilizzo smodato dei social network rei di alzare permanentemente la tensione senza far staccare la spina al cervello.

Tuttavia questa è solo una piccola parte della storia. Questa generazione assorbe in modo incondizionato le preoccupazioni dei nostri giorni, percepisce le difficoltà future della propria dimensione lavorativa, incassa le paure indotte dal terrorismo sulla loro quotidianità.

Molti di essi – chiusi nella loro prigione virtuale – cercano rimedi artificiali al di fuori di sé. Il dialogo costante è l’arma più efficace per emanciparli dalla loro insicurezza. O no?

3 Responses to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Generazione Z, così fragile e impaurita”

  1. Luca ha detto:

    Una società che si nutre di ansia e paura. Non solo tra igiovani.

  2. Gaetano Agliata ha detto:

    Chi non conosce l’università telematica non sa che con questo mezzo scientifico si ha la possibilità di avere un rapporto diretto o meglio, un supporto diretto e costante con il docente. Quindi per la generazione così definita “Z”, certamente, con il mezzo telematico, sarà stimolata ad esprimere al meglio la capacità intellettiva, offuscata dalle problematiche evidenziate in questo articolo. Le mie brevi considerazioni scaturiscono dall’esperienza vissuta in questi ultimi anni, rivestendo il ruolo di coordinatore scientifico del master di posturologia. Sono anche considerazioni che gli stessi studenti, già inseriti nel mondo del lavoro, hanno espresso liberamente senza condizionamento alcuno.

  3. Mario Palmiero ha detto:

    Trovo allucinante il dato che è emerso circa l’assunzione di ansiolitici da parte di ragazzi così giovani in Italia, e non penso che abbia a che fare con i troppi ‘sì’ e pochi ‘no’ detti dei genitori.
    Quello riguarda l’educazione.
    Penso invece che l’ansia sia un qualcosa trasmesso consciamente o inconsciamente dai genitori, attraverso le paure e le difficoltà che vivono tutti i giorni e le mille incertezze per un futuro verso il quale ormai non si riesce più a guardare con fiducia.
    Uno scenario insomma ben differente rispetto a quello che ho vissuto io, ormai quarantenne, quando ero bambino.
    Soluzioni? Solo il dialogo, penso, ma bisogna essere genitori molto bravi, e non è da tutti.

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