L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Divorzio, al bando il tenore di vita”

13 Mag • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1593 Letture • 5 commenti su L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Divorzio, al bando il tenore di vita”

Divorzio? Roba per ricchi si è sempre detto. In effetti l’applicazione da parte dei Tribunali di una legge di quasi cinquant’anni fa basata sulla salvaguardia della parte redditualmente debole, in prevalenza donne, ha mandato sul lastrico non pochi maschietti. Per questi impenitenti distruttori del focolare domestico il “risarcimento” era di portata tale che – in molti casi – si sono ritrovati a chiedere solidarietà alle mense per i poveri.

Un’ulteriore assurda mannaia sul capo di un ceto medio già in evidente difficoltà economica. Perché è ad esso che dobbiamo riferirci quando parliamo della rivoluzionaria sentenza della Cassazione che al concetto di difesa del tenore di vita ha anteposto quello dell’autosufficienza. E per esso qualcosa d’ora in avanti potrebbe cambiare.

Invece per chi guadagna poco e non ha patrimonio la sentenza sposta di pochissimo lo status quo, giacché “autosufficienza” e “tenore di vita” diventano praticamente sinonimi. Quanto alle buonuscite milionarie concesse a coniugi già stracarichi di quattrini credo che – a parte il gossip – la cosa davvero interessi a nessuno.

5 Responses to L’Editoriale del Direttore Elio Pariota: “Divorzio, al bando il tenore di vita”

  1. Giusy ha detto:

    Da donna, ho fatto questa scelta nel 1982. In fondo io lavoravo e non avevamo figli. Per cui, siccome la mia autosufficienza e la mia indipendenza per me sono molto importanti, ho scelto di non chiedere gli alimenti. Non me ne sono mai pentita.

  2. Ernesto ha detto:

    Il problema principale è per chi ha figli, in questo momento una persona che guadagna 2000€ al mese deve versare circa 350€ a figlio, escluse spese mediche e scuola/asilo, la casa va in uso alla madre ma lui deve continuare a pagare la sua parte di mutuo e deve trovarsi una casa.. come fa a vivere?

  3. Filippo ha detto:

    Era ora! Finalmente non sarà più possibile circuire un uomo facoltoso e poi spennarlo a vita con la scusa del mantenimento dello stato patrimoniale in uso durante il matrimonio. Le donne hanno combattuto giustamente per la parità e quindi è giusto, che in nome di questo principio, si rimbocchino le maniche come tutti e si procurino i mezzi di sostentamento. Ho visto uomini sul lastrico per pagare alimenti a donne che potevano lavorare, ma lo facevano in nero per non perdere l’assegno e si accoppiavano con altri senza però legalizzare l’unione per non perdere i soldi degli alimenti.

  4. Mario Palmiero ha detto:

    Per un certo periodo ho collaborato con una struttura della Caritas a Roma che si occupava delle così dette “mense dei poveri”. Ogni giorno vedevo seduti ai tavoli signori in giacca e cravatta che mai mi sarei aspettato di vedere in quel contesto e che invece, costretti dalla vita, con grandissima dignità condividevano il pane con l’umanità più varia. Due chiacchiere con loro e sentivi sempre le stesse storie. Un divorzio, una ex moglie che vive in casa, i figli (ma quelli sono sacri) un mutuo da pagare comunque e un assegno di mantenimento fuori da ogni logica per una donna autosufficiente e con un proprio lavoro. I più fortunati avevano un tetto a casa degli anziani genitori, tutti, si chiedevano come fosse stato possibile per loro ridursi così, qualcuno, sperava ancora di potersi svegliare da un incubo.

    • roberto ha detto:

      I studiosi della Suprema Corte di Cassazione hanno studiato con noi ricercatori nei convegni e quello che hannno sentenziato sono lunghi studi di valutazione presentati da noi ricercatori in tanti anni, i quali hanno mostrato i veri fatti di tutti i giorni con le loro problematiche inerenti al divorzio, e posso dire che i Giudici sono stati molto coscenziosi nel capire che una dignita di vita di una persona bisogna valutarla con la bilancia nei vari casi, devo dare un plauso ai studiosi Giudici della Cassazione che hanno avuto il coraggio di dire basta a tanta ipocrisia cretasi nelle aule dei divorzi.

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