L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Art. 577 Codice Penale”

30 Set • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1716 Letture • 2 commenti su L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Art. 577 Codice Penale”

Noi poveri mortali, non avvezzi alle auliche questioni giuridiche, abbiamo appreso in questi giorni che la pena per omicidio varia in presenza o meno di un rapporto consanguineo. La faccio breve: quattro anni fa, in una località nei pressi di Udine, un 53enne moldavo in evidente stato di ubriachezza uccise a coltellate il figlio.

La Corte d’assise d’Appello di Trieste confermò l’ergastolo inflitto dal giudice dell’udienza preliminare (GUP), ma la Cassazione lo ha annullato rispedendo gli atti alla Corte d’assise d’Appello di Venezia per quantificare nuovamente la pena che, in ogni caso, non dovrà scendere al di sotto dei 16 anni di reclusione.

Motivo? Il figlio ucciso non era naturale, bensì adottivo; e siccome una strampalata norma contenuta nell’art. 577 del Codice Penale ne differenzia la posizione in base al rapporto di sangue, la Suprema Corte ne ha preso atto rideterminando la pena. Noi che giuristi non siamo restiamo basiti. Un omicidio è un omicidio. Quella norma è sbagliata. E se il legislatore è pigro nel rimuoverla, ci aiutino i giudici a disapplicarla.

2 Responses to L’editoriale del Direttore Elio Pariota: “Art. 577 Codice Penale”

  1. Roberto ha detto:

    Il giudice è adito a interpretare la legge dello Stato, purtroppo, leggi fatte male ne pagano quei poracci che entrano nelle leggi tagliola, dove è sempre l’offeso che ne paga le conseguenze a favore dell’omicida, un esempio ne abbiamo nell’attualità publicizzata nei TG televisivi. Quando effettiuano leggi per un conto proprio, non si rendono conto del danno che provocano all’offeso in generale, questi sono i risultati che a noi ricercatori fanno pensare: vedere tanta violenza gratuita nelle famiglie italiane la colpa è sempre nell’educazione che danno i genitori ai propri figli. Prima delle leggi ci vuole consaevolezza del genitore che quello che insegnano ai propri figli quello esprimono nella loro società moderna con tutte le sfumature presenti..

  2. Mario Palmiero ha detto:

    Purtroppo la Cassazione non poteva pronunciarsi diversamente. E questo è uno dei più grandi limiti del nostro sistema giudiziario; un corpus di norme che da una parte vogliono fissare il diritto in maniera certa, dall’altra lo limitano con disposizioni obsolete e anacronistiche, E nel mezzo i nostri giudici che in Italia, lungi dall’essere interpreti della legge come nei sistemi anglosassoni, ne sono degli sterili attuatori; poco più che scrivani. Per carità, la colpa non è certo dei giudici, così come in altri contesti non è delle forze dell’ordine, ma solo del Legislatore e, fin quando la Funzione legislativa sarà affidata in toto al Parlamento, e il Parlamento sarà specchio ed espressione del popolo, allora possiamo solo dire che la colpa è del nostro modo di essere italiani e di intendere i diritti, la società, la giustizia.

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