L’amore ai tempi della pausa pranzo

12 Feb • Idee, Primo Piano • 1822 Letture • 2 commenti su L’amore ai tempi della pausa pranzo

Ovvero quei minuti,  fin troppo veloci, crocevia speranzoso dell’essere a metà dell’opera. ma anche, aria, relax, nutrimento e quindi cibo.

Ed ecco che l’ufficio diventa un vero e proprio melti ‘n’ pot gastronomico. Le scrivanie si combattono a colpi di sandwich, insalate e Tupperware da cui si tirano fuori,talvolta, veri e propri pasti gourmet.

Si, abbandonate i ricordi di scialbi panini al prosciutto e formaggio o accozzaglie di avanzi della festa del nipotino della sera prima perché negli uffici, all’ora x, sembra ormai  di essere tra i fornelli di Masterchef.

La  gara è durissima. se la fazione light propone insalatine croccanti, tonno in crosta di sesamo e crumble di nocciole e mirtilli quella “sostanziosa” risponde con traboccanti vaschette di maccheroncelli zucca e speck, vaschette di insalate di farro e cups fumanti  di vellutate di verdure in cui affogare crostini al burro salato.

Poco importa se i succitati pranzetti debbano affrontare ore di traffico, sobbalzi in metro, sostenere il peso di cartelline zeppe di documenti e microonde a raggi gamma prima di finire in bella mostra, invidiati come star, sulle nostre scrivanie.

Ma c’è anche un’altra fetta di lavoratori che, in materia di food, sta prendendosi sempre di più la scena ed è quella degli adepti del take away, in ogni sua forma.

Anche qui occorre fare un passo avanti rispetto ad un campo in cui, un tempo, la tavola calda convenzionata spadroneggiava indisturbata, economica e comoda soluzione di fidelizzazione alimentare.

Oggi, una guida Michelin non basterebbe a contenere le alternative mangerecce del take away lunch.  Milano e le sue tendenze sempre puntuali all’appello, è sicura capolista, a seguire ma con svariati punti di distacco gli altri capoluoghi del Nord, la capitale e via via le altre (c’è da dire che rotolando verso Sud il fascino discreto del panino senza limite alcuno di riempimento rimane un must).

La capitale meneghina dicevamo….si può quindi cominciare la settimana ordinando da “That’s vapore!”, per un lunedì all’insegna dei migliori propositi di dieta dopo i fasti del week end, proseguire il martedì con un mix di stecchi&maki da “zerobriciole” e,  per i più’ credenti o semplicemente per chi cerca un alibi, onorare il venerdì senza carne con un ricco misto di rolls e sashimi ordinato da “this is not a sushi bar”.  Nel mezzo piadine, bagels, kosher pastrami sandwich come fossimo  da Kat’z Deli  come in “Harry ti presento Sally” e così  anche una noodles soup ci sembrerà roba datata.   Il tutto, rigorosamente, ponderato,  scelto, incarrellato, ordinato e pagato on line.

Benvenuti nella rivoluzione tecnologica del FoodInOffice, no, non ci vedremo al distributore per un caffè, ho ordinato un double creamy moka alla mia bakery preferita.

2 Responses to L’amore ai tempi della pausa pranzo

  1. susy ha detto:

    Parole sante Marty!! Ormai in ufficio la pausa pranzo sembra più una competizione culinaria che altro! Dieci minuti prima dell’ora x l’argomento di discussione è sempre “tu che hai per pranzo?” Mai fare questa domanda in ufficio! Da li inizia la gara a chi ha la pietanza che ispira di più. Home-cooked o take away poco importa, ciò che conta è la sostanza! E devo essere sincera, il clima di aggregazione che si crea durante quei momenti fa si che la vecchia e triste pausa pranzo in ufficio sia soppiantata da una sorta di happy hour a tempo, durante il quale i colleghi riscoprono interessi e affinità che la routine lavorativa stenta a far venir fuori.
    Marty oggi che hai per pranzo? 😉

    • Martina ha detto:

      Ultimamente seguo decisamente la linea homemade Susy 😉 L’immagine dell’happy-hour rende benissimo, seppur breve la pausa pranzo è uno di quei momenti in cui viene fuori come siamo, il cibo e le scelte che facciamo a tal proposito, dicono molto di abitudini, gusti e caratteristiche personali.. “dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei” …forse l’originale non era propriamente cosi, ma fa nulla!

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