La Francia? Una vera startup

17 Giu • L'editoriale del Direttore, Primo Piano • 1169 Letture • 5 commenti su La Francia? Una vera startup

“Venite in Francia, siete i benvenuti, è la vostra nazione. Noi amiamo l’innovazione. Noi vogliamo le persone innovative”.

Così parlava Emanuel Macron in campagna elettorale prima di trionfare alle elezioni che lo avrebbero portato all’Eliseo. Una promessa che adesso il presidente si appresta a mantenere rilanciando le ambizioni di una leadership francese sull’Europa.

Un fondo da 10 miliardi di euro che avrà l’obiettivo di creare nuove imprese nel settore dell’Information Technology con tanto di apertura a ricercatori, imprenditori e tecnici americani in rotta di collisione con la politica autarchica di Trump.

In pratica la Francia si muoverà come una start up: leggera, innovativa, efficiente, ma anche socialmente accettabile. Tant’è che il fondo sarà guidato dalla Bpifrance, la banca pubblica di investimento che fornirà risorse finanziarie decisive per drenare nuovi occupati.

La Republique en marche – il partito di Macron che potrebbe conquistare la bellezza dell’80 per cento dei seggi dell’Assemblea nazionale – è un fiume in piena. Inarrestabile. La svolta tecnologica tracciata alla conferenza parigina “Viva Technology” rappresenta una straordinaria concezione dello sviluppo sostenibile; non solo per la Francia, ma per l’Europa tutta.

Questo giovane presidente l’ha capito prima e meglio di altri.

5 Responses to La Francia? Una vera startup

  1. Mario Palmiero ha detto:

    Certo Macron è un presidente giovane che crede nelle startup e che rivendica per la Francia – giustamente – un ruolo di primo piano nello scenario internazionale delle imprese innovative. Con tutte le ricadute positive per il paese, l’economia e la società
    “Una startup Nation”, come dice lui. Ottimo.
    C’è da dire però che parte avvantaggiato in un paese dove l’omologa della nostra Cassa depositi e prestiti ha portato in 5 anni gli investimenti in startup da 200 milioni a 2 miliardi di euro.
    In Italia non riusciamo nemmeno a metterci d’accordo sul come far votare i cittadini che improvvisamente l’argomento più urgente e importante per il paese diventa lo “Ius soli”. E vogliamo parlare di investimenti startup?
    Dateci un presidente under 50, una forma di governo presidenziale, e poi ne riparliamo.

  2. Mario ha detto:

    Non solo delle Start-up ma del Digitale in generale! Macron ha capito la capacità di cambiamento intrinseco che può innescare e non solo di disruption ma anche di inclusione sociale!

  3. Giacomo ha detto:

    Top. Ma come so bene non basta fare una legge sulle startup o una startup politica. Altri sono i fattori. Nel caso di Macron credo soprattutto la debolezza degli avversari.

  4. Tommaso ha detto:

    Un messaggio di speranza, investire su idee nuove è lungimirante e lodevole. Il contesto della Francia è complesso vista anche l’evoluzione dei fatti: il terrorismo è eloquente. Continuo a sostenere che crearsi il consenso sull’odio è molto facile, più difficile con comportamenti propositivi, ma speriamo che alla fine il buon senso prevarrà.

    • Rosetta Sciascia ha detto:

      Orgogliosa e sciovinista devo dire che nel progetto di Europa presentato da Macron si può ravvisare la lectio magistralis del nostro ex presidente del consiglio Enrico Letta, professore presso la Paris School of International Affairs a Sciences Po a Parigi, dove ha tenuto dei corsi su Europa e populismi.Sia per Macron che per il nostro ex presidente del consiglio, l’ uscita dalla crisi dipenderà dalle buone decisioni che sapranno prendere i governi nazionali e la Francia ha iniziato a muoversi in questo senso spalancando le porte non a masse di uomini senza un fine e senza uno scopo ma spalancando la porte, che Trump in America ha chiuso alle nuove idee … . Si proprio come aveva suggerito il filosofo Husserl nel 900. Macron attribuisce le sofferenze della nazione non agli stranieri, funzionari europei ed immigrati, ma al welfare state sclerotico e insostenibile della stessa Francia , Macron, come riportato da alcuni organi di informazione, ambisce a riequilibrare l economia tagliando circa 120.000 posti nel settore pubblico, ottimizzando la spesa delle pensionj e diminuendo la spesa statale del 52% del PIL. Occorre per attuare cio’ innovazione e liberismo che si contrappongono alla stagnazione del sistema statalista.Per fare questo occorrerà andare ” Contro vento e maree”, occorrerà finanziare le idee innovative delle start up, bisognerà marciare, è questo
      “L’ EN MARCHE” di Macron:” Attaccarsi all’ idea di Europa ma contemporanente MORALIZZARE e MODERNIZZARE la vita politica ed economica della Francia. Macron sottolinea l’ importanza di autorinnovarsi, capacita’ che era stata sottolineata nel 900 da Husserl in risposta al sarcasmo di Nietzsche che di fronte al tramonto del mondo occidentale, avrebbe irriso al paradosso di un Europa che pur essendo “solo una penisoletta avanzata dell’Asia vorrebbe rappresentare a tutti i costi il progresso degli uomini”.

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